Quando nelle body-cam c’è lo “zampino” di Amazon…

Quando nelle body-cam c’è lo “zampino” di Amazon…

Maggio 24, 2018 - 13:31

Il riconoscimento facciale di Amazon per gli agenti di polizia dotati di body-cam infiamma il dibattito negli Usa.

Amazon sta da qualche settimana attirando forti critiche da parte delle associazioni statunitensi che difendono i diritti civili, per aver venduto un suo software di riconoscimento facciale alle polizie di diversi Stati Usa. Le cosiddette body-cam, mini telecamere indossate dagli agenti, sono conosciute anche in Svizzera. La città di Zurigo ne prevede l’utilizzo per i suoi agenti e anche a Lugano il Municipio ha testato il loro utilizzo (come si apprese dalla risposta ad un'interrogazione del conisgliere comunale Andrea Censi, vedi qui), prima dello “stop” arrivato dal Cantone (leggi qui).
Tornando oltre Oceano, i poliziotti a “stelle e strisce” saranno tenuti ad indossare una telecamera entro tre anni. La riforma fu voluta da Obama, con uno stanziamento di 75 milioni di dollari, dopo l’omicidio 18enne afroamericano Michael Brown, ucciso da un poliziotto.  Quella che era pensata come una misura per evitare il ripetersi di episodi di violenza discriminatoria da parte della polizia rischia ora di essere però un boomerang.
L’American Civil Liberties Union of Northen California (ACLUNC) ha pubblicato una serie di documenti che mostrano come Amazon abbia venduto il suo software di riconoscimento facciale, Amazon Rekognition, da usare in combinazione con le telecamere indossate dagli agenti. Il prodotto, lanciato nel 2016, ha avuto quali primi clienti i dipartimenti della Polizia di Orlando, in Florida, e quello della Contea di Washington, nell’Oregon. L’ACLUNC insieme ad altre 40 organizzazioni hanno scritto al ceo di Amazon Jeff Bezos per chiedergli di “smettere di contribuire a creare una infrastruttura di sorveglianza governativa che minaccia in modo grave i consumatori e le comunità in tutto il Paese”. Le persone identificate dal riconoscimento facciale non sono solo i criminali ovviamente. Stando al New York Times 130 milioni di adulti sono stati registrati nei database.
Per di più il riconoscimento facciale non sarebbe esente da errori. Stando ad una ricerca del Massachusetts Institute of Technology (Mit), fra gli afroamericani e i latini la percentuale di errore arriva fino al 35%. “La società ha offerto una tecnologia che possa automatizzare il processo di identificazione di persone, oggetti e attività”, ha risposto Amazon in un comunicato pubblicato sul New York Times, e “la società richiede che i clienti rispettino la legge e siano responsabili quando la usano”.