Razzismo sul treno: chi denuncia finisce nel mirino. La madre di Ariano chiede aiuto a Mattarella

Razzismo sul treno: chi denuncia finisce nel mirino. La madre di Ariano chiede aiuto a Mattarella

Agosto 14, 2018 - 07:12
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La denuncia sui social dell'annuncio razzista su un treno scatena una bufera sul passeggero che l'ha fatta. La madre chiede aiuto al capo dello Stato.

Sicuramente non pensava che il suo post sui social media avrebbe scatenato una tale bufera, su di lui, per di più. Ora Annamaria Abate, la madre di Raffaele Ariano, il cittadino che aveva denunciato la comunicazione su un treno di Trenord in partenza da Milano contro "molestatori  e zingari" (vedi qui), scrive al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. Suo figlio è diventato bersaglio di chi si schiera con la capotreno. In prima liena fra di essi il ministro leghista Matteo Salvini, che ha dichiarato che la capotreno andrebbe premiata e non punita per essersi espressa contro i nomadi. Sul profilo Facebook di Ariano sono giunti così insulti e perfino minacce. “Caro Presidente - scrive la madre a Mattarella, in una lettera pubblicata sul sito Articolo 21 - mio figlio da comune cittadino ha segnalato un’azione scorretta di un capotreno, un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, e per questo sta subendo una vera e propria azione di squadrismo mediatico”. “Raffaele ha usato toni pacati e rispettosi - si legge nella lettera - Nei giorni successivi, sulla pagina Facebook Ufficiale 'Lega – Salvini Premier', è comparso un post che indicava in Raffaele il responsabile del possibile licenziamento della capotreno (licenziamento mai auspicato da mio figlio e di cui non è comparsa mai menzione nei comunicati di Trenord), con tanto di fotografia, nome e cognome e un link diretto alla sua pagina Facebook con la seguente frase: 'State con la capotreno o con il denunciatore, Raffaele Ariano?'". A partire da quel post, spiega la madre, "è seguito un vero e proprio linciaggio mediatico da parte di sostenitori della Lega e di gruppi neo-fascisti come CasaPound e Forza nuova, contenenti ingiurie e minacce all’incolumità fisica di mio figlio e della nostra famiglia. La gravità di quanto accaduto va, però, molto al di là della sua persona: l’aggressione e il linciaggio mediatico che si è riversato su mio figlio, per il sol fatto di aver chiesto pubblicamente il rispetto di principi e valori scritti nella nostra Costituzione, potrebbero colpire chiunque". La signora Abate fa la seguente richiesta al Presidente della Repubblica: "Quanto accaduto è un fatto politico che riguarda la nostra democrazia. Confidando nella Sua persona e nel ruolo che ricopre, ci affidiamo a Lei e Le chiedo, rispettosamente, come cittadina e come madre, di valutare un Suo intervento, secondo i Suoi poteri e prerogative costituzionali, a tutela dei nostri diritti di cittadini italiani, del nostro ordinamento e dei valori democratici su cui si fonda".