Righini: "Niente gogna, di dimissioni per ora noi non abbiamo parlato"

Righini: "Niente gogna, di dimissioni per ora noi non abbiamo parlato"

Ottobre 02, 2017 - 20:00
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Oggi il Ps Ticino ha diramato un comunicato in cui chiedeva che il direttore del Dss Paolo Beltraminelli facesse un passo indietro dalla guida della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie (DASF), la divisione protagonista dello scandalo Argo1 (leggi qui). Noi abbiamo chiesto al presidente Igor Righini di approfondire la presa di posizione del Ps Ticino.

Igor Righini, oggi il Ps Ticino ha diramato un comunicato in cui sostenete che il consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, a capo del Dipartimento sanità e socialità (Dss)  "non possa continuare a dirigere la Divisione dell’azione sociale e delle famiglie (DASF) fino a quando l’insieme dei fatti e dei quesiti aperti riguardo al caso ‘Argo 1’ non sarà definitivamente chiarito". Sempre oggi l'Mps, Movimento per il socialismo, ha nuovamente chiesto le dimissioni di Beltraminelli (leggi qui). Anche i Verdi in un comunicato (qui) andavano in questa direzione, scrivendo che "è fondamentale a questo punto, riflettere a fondo su quali siano le premesse per continuare a svolgere dignitosamente un ruolo così importante per la cosa pubblica". Voi perché vi "limitate" a chiedere solo un passo indietro dalla DASF?
Noi direi "solo". Noi riteniamo sia giunto il momento giusto per chiedere al direttore del Dss di fare un passo indietro, affinché si possa fare chiarezza su questa vicenda. Una vicenda che diversi soggetti politici a fine estate volevano dichiarare chiusa. I fatti recenti dimostrano invece che è ancora aperta. Noi riteniamo che fintanto che i fatti non saranno chiariti e spiegati non si possa andare in un'altra direzione da quella che suggeriamo.
 
 
Dunque voi, almeno per ora, non ritenete che l'uscita dal Consiglio di Stato di Beltraminelli sia necessaria?
Fintanto che i fatti che stanno emergendo non saranno definitivamente chiariti riteniamo  che la direzione in cui andare sia quella da noi espressa oggi, ovvero che il consigliere di Stato Beltraminelli lasci la direzione della DASF, ovvero la divisione che è con lui responsabile della firma del contratto con Argo1.

Di dimissioni per ora noi non abbiamo parlato. L'Mps l'ha fatto più volte. Per noi il passo giusto da compiere è quello di permettere alle varie istituzioni di approfondire il caso. Il Consiglio di Stato deve fare la sua parte, decidendo se estendere l'inchiesta amministrativa ad altri settori, e lo farà prossimamente. Il Parlamento deve decidere sulla proposta della Commissione della Gestione, ovvero istituire una commissione di inchiesta parlamentare. La Magistratura prosegue il suo lavoro. Gli approfondimenti dunque non sono conclusi. Il Partito socialista non mette nessuno alla gogna. Chiediamo semplicemente chiarezza. Fintanto che non sarà fatta questa chiarezza non diremo nulla di più di quanto detto finora.

 

 

Chiedere le dimissioni di Beltraminelli, come fatto dall'Mps, dunque dal vostro punto di vista è eccessivo?

Gli argomenti non sono chiari. Quando saranno chiariti i fatti si valuterà la questione. La valuterà il diretto interessato e noi diremo la nostra. Per ora a noi sembra che la miglior soluzione per chiarire la questione sia quella da noi proposta. Ciò va nell'interesse dello Stato e delle istituzioni, che devono riacquisire credibilità e nell'interesse dei cittadini, che chiedono in modo unanime di poter avere chiarezza sulla vicenda.

 

 

Lei ritiene che quello di Argo1 sia uno scandalo isolato, oppure nell'amministrazione cantonale c'è qualche meccanismo deficitario e che va dunque rivisto?

Quella si Argo1 è una questione grave. A primavera sono emersi anche dei gravi fatti all'Ufficio migrazione del Dipartimento delle Istituzioni. Queste sono due questione che mostrano quanto l'amministrazione pubblica non sia immune da questioni legate al malaffare. Ciò impone una particolare attenzione. Detto ciò io ho piena fiducia nell'amministrazione cantonale. Ritengo occorra limitarsi ai fatti che sono emersi e che per ora sono i due appena citati. Non ci sono argomenti legittimi che ci fanno pensare che vi sia un problema esteso oltre a quanto emerso finora. Bisogna però affrontare le distorsioni emerse e correggere la parte dell'amministrazione che ha dimostrato di non saper funzionare.

Per ora alcuni elementi poggiano ancora su ipotesi e incongruenze.Un chiarimento lo si può ottenere solo con l'inchiesta, e se tutti faranno la loro parte: partiti, Parlamento, Consiglio di Stato e naturalmente, in assoluta autonomia e nel pieno rispetto della separazione dei poteri, la Magistratura.

 

 

Rispetto alle vicende dell'Ufficio migrazione sul ministro a capo del Dipartimento Istituzioni, Norman Gobbi, il Ps Ticino non era stato per nulla magnanimo. Rispetto alle due vicende avete rivisto le vostre posizioni?

Non abbiamo rivisto assolutamente nulla. Abbiamo rilevato i fatti. A noi piace attenerci agli elementi comprovati. Quanto successo al Dipartimento Istituzioni è sicuramente un fatto grave. Il Consiglio di Stato ha commissionato un audit sulla vicenda ed ha deciso di "accontentarsi", per così dire, delle conclusioni del perito esterno. Ciò non toglie che quanto avvenuto rimanga grave. Sono emersi anche degli elementi che hanno mostrato come quei permessi falsi siano andati a nutrire delle sacche di illegalità. Ho l'impressione che in quella vicenda ci siano state delle infiltrazione di persone che hanno agito nell'illegalità e hanno approfittato dello Stato per i loro affari. Se però la vicenda dell'Ufficio migrazione si è in qualche modo risolta, l'altra, quella relativa ad Argo1, si sta costantemente alimentando di nuovi elementi che emergono ogni giorno.