Ronnie Moretti: "Una scelta personale. Il San Carlo si è risollevato"

Ronnie Moretti: "Una scelta personale. Il San Carlo si è risollevato"

Febbraio 10, 2018 - 08:40
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Ieri il Municipio di Locarno ha comunicato la decisione del direttore della Casa Anziani San Carlo Stefano Hefti "di voler intraprendere nuove sfide professionali, manifestando comunque la propria disponibilità di continuare a dirigere per alcuni mesi l’Istituto" (vedi qui). Stefano Hefti era direttore dell'istituto per anziani locarnese dallo scorso maggio, ed era succeduto a due direttori ad interim, entrati in funzione dopo l'allontanamento dell'ex direttore degli Istituti sociali Giuseppe Mordasini, al quale il Municipio aveva notificato il licenziamento a maggio 2016. Erano quasi due anni fa quando la vicenda legata al disagio denunciato dal personale della casa per anziani San Carlo di Locarno divenne di dominio pubblico. Da allora quali passi in avanti si sono fatti e soprattutto, anche questo nuovo avvicendamento alla guida dell'istituto per anziani è da correlare a quanto emerso negli scorsi anni? Lo abbiamo chiesto al capo dicastero socialità di Locarno, il socialista Ronnie Moretti.

Ronnie Moretti, ieri il Municipio ha comunicato l'intenzione del direttore del San Carlo Stefano Hefti di voler lasciare il suo incarico.  Questa decisione è legata alle vicissitudini che ha vissuto la casa per anziani negli scorsi due anni?
È stata una scelta dettata da motivi personali.
 
Non è un po’ inconsueto che un direttore lasci dopo neanche un anno che è entrato in funzione?
Quello delle case anziani in generale è un settore molto impegnativo. Il carico di lavoro è molto grande. Ciò probabilmente ha influito.
 
La Casa anziani San Carlo è, a fasi alterne, da inizio 2016, al centro dell’attenzione mediatica e, a ridosso delle elezioni comunali, politica per i problemi riguardanti l'ambiente di lavoro denunciati dal personale. In questo lasso di tempo vi è stato l'audit esterno commissionato dal Municipio, che aveva evidenziato "importanti criticità", l'allontanamento del direttore degli Istituti sociali, e si sono succeduti due direttori ad interim. Ora, dopo meno di un anno, il nuovo direttore lascia. Qual è il bilancio di questo lungo e travagliato percorso?
Innanzitutto sarebbe illusorio pensare che introdurre in un Istituto grande, che deve garantire ogni giorno la giusta attenzione e cura agli ospiti, moderne procedure di gestione, sia possibile in breve tempo. Il Municipio è intervenuto appena ha avuto a disposizione gli elementi per farlo e ha seguito con attenzione l’evolversi della situazione. I numerosi avvicendamenti non sono stati voluti, ma avvenuti per forza maggiore. Il bilancio è che il clima di lavoro della casa per anziani si è risollevato e le prime misure intese ad ammodernare la gestione sono state prese. Va fatto un grande plauso a tutto il personale perché in tutto questo periodo e malgrado l’adozione di nuove pratiche la qualità delle cure è rimasta buona come attestano i riscontri ricevuti. Questo è un punto fondamentale.
 
La situazione però, anche alla luce della decisione di Hefti, non è ancora ottimale?
Ovviamente quanto fatto in questo anno da Stefano Hefti è il consolidamento di un percorso più lungo.
 
Ancora lo scorso marzo (poco prima dell'entrata in funzione di Hefti) il sindacalista Ocst Marco Pellegrini dichiarava al Giornale del Popolo che al San Carlo "non vi è stato alcun miglioramento". Il Municipio è intervenuto adeguatamente sulla vicenda?
Come detto il Municipio è intervenuto e i miglioramenti progressivi ci sono stati. Proprio in questi giorni il Municipio ha ratificato il regolamento della Commissione interna del personale elaborato assieme ai sindacati che, tra l’altro, non hanno manifestato criticità particolari.
 
L'ex direttore della Casa Anziani, Giuseppe Mordasini, aveva inoltrato ricorso (in prima istanza al Consiglio di Stato e poi al Tribunale amministrativo cantonale) contro al licenziamento. Questo ricorso è ancora pendente?
Il suo ricorso è stato respinto per inammissibilità e ciò è stato confermato dal Tribunale amministrativo cantonale. Proprio in questi giorni dovrebbero decadere i termini per un eventuale ricorso al Tribunale federale.
 
Nel comunicato del Municipio si è precisato che il direttore dimissionario Stefano Hefti garantirà la conduzione dell'istituto nel periodo di transizione. Procederete con un concorso per la nomina del nuovo direttore? Quali tempistiche si possono prevedere?
Procederemo celermente con un concorso. Nel frattempo i supporti per garantire l'operatività del San Carlo saranno garantiti. Pronosticare le tempistiche è difficile. Non è scontato che chi sarà nominato sia disponibile per entrare in funzione immediatamente. 

Stefano Hefti ha dato la sua disponibilità a rimanere in funzione qualche mese, disponibilità per cui il Municipio lo ringrazia. Ciò permette di non interrompere bruscamente l'importante lavoro che è stato fatto.
 
È ipotizzabile un'altra direzione ad interim prima della nomina del nuovo direttore?
Ciò non possiamo ancora valutarlo. Ad ogni modo si dovrà garantire l'operatività del San Carlo. Questo è imprescindibile.
 
Quello delle case anziani, non solo a Locarno, sembra essere un settore che sempre più spesso è al centro di lamentele da parte del personale (come nel recente caso riportato dal Corriere del Ticino e inerente la Casa anziani Santa Filomena di Stabio, leggi qui, ndr). Lei come si spiega questo?
Uno dei problemi generali è sicuramente quello del carico di lavoro rispetto alla dotazione di personale riconosciuta. Ciò comporta che le case anziani per funzionare entro i limiti del riconoscimento della spesa devono essere molto ben organizzate, con un clima di lavoro ottimale e strumenti di gestione moderni. Quando è stato introdotto il sistema dei mandati di prestazione c'erano dei margini di ottimizzazione. Con il passare degli anni questo margine si è ridotto praticamente a zero.