A rubarci il lavoro sono i robot o la "schizofrenia"?

A rubarci il lavoro sono i robot o la "schizofrenia"?

Ottobre 26, 2017 - 21:00
Posted in:

Questa sera l'Istituto universitario federale per la formazione professionale organizzava una conferenza con il giornalista italiano Riccardo Staglianò, incentrata sui temi dell'automazione e della robotizzazione dei processi produttivi.

Che la tecnologia distrugga posti di lavoro non è una novità. Oggi però, con lo sviluppo della robotizzazione, c'è una differenza: l'uomo diventa del tutto superfluo nel processo produttivo.

Questa sera il giornalista del quotidiano italiano Repubblica Riccardo Staglianò era ospite dell'Istituto universitario federale per la formazione professionale, in una conferenza moderata dal sindacalista Meinrado Robbiani. "Uomini e robot. Occupazione e progresso tecnologico", era il tema dell'incontro.

Da qui al 2023 il 47% saranno potenzialmente automatizzabili. Questo colpirà in particolar modo la classe media. Nessuna professione attuale è però al riparo: vi sono programmi che possono raccogliere informazioni e scrivere articoli, al posto dei giornalisti. Addirittura per alcuni medici specialisti, come anestesisti e radiologi, vi sono strumentazioni che potranno in buona parte sostituire queste professioni. Nemmeno i professori universitari sono al riparo. Con le piattaforme online un singolo professore può raggiungere 100'000 alunni con una lezione.

Ma anche un'altra tendenza tuttora in atto, anche se meno affrontata nel dibattito pubblico, colpisce il lavoro, e in particolare la sua retribuzione. Si tratta quella del cosiddetto prosumer, il produttore-consumatore. Quando siamo sui social media, anche se lo facciamo quale forma di intrattenimento, produciamo contenuti, senza essere retribuiti. Zuckerberg è diventato ricco con il nostro volontariato, si potrebbe dire. Pure le star fra gli "youtuber" non se la passano bene, al di la delle apparenze,. Quello che era il terzo youtuber italiano per follower, ha detto Staglianò, arrivava a stento a guadagnare 1'500 euro al mese.

L'altro lato della medaglia rispetto al nostro rapporto con la tecnologia è quella del consumatore.

Vi è una sorta di schizofrenia fra il nostro essere consumatori e il nostro essere lavoratori: da lavoratori, ad esempio da autisti, non vogliamo perdere il lavoro a causa della Google Car, ma da consumatori siamo felici di poter usufruire delle queste tecnologie. Lo stesso discorso vale per l'albergatore con airbnb, o per il negoziante con Amazon.

Quali sono le soluzioni? Secondo Staglianò è fondamentale tassare i grossi colossi del web, che attualmente pagano cifre irrisorie nei Paesi in cui operano. È fondamentale secondo Staglianò una redistribuzione della ricchezza verso tutte le fasce della società, come per altro è sempre avvenuto. Di fronte alla quasi certa perdita di posti di lavoro, ha spiegato il giornalista italiano, sarà fondamentale avere, per lo Stato, le risorse per intervenire a sostegno delle persone. Per Staglianò è ipotizzabile l'introduzione di un reddito di base incondizionato, anche se ha sollevato qualche scetticità sulla misura. Per "frontaggiare" le macchine (solo nel campo del mercato del lavoro, Staglianò ha definito svianti le tesi di chi teme un'"apocalisse" in cui le macchine prenderanno il controllo) sarà fondamentale la flessibilità, la capacità dell'uomo di reagire a situazioni inaspettate, processo in cui le macchine, per ora, sono ancora carenti.