Sì, la pianta infiamma. Derrata alimentare o "anticamera" dell'eroina?

Sì, la pianta infiamma. Derrata alimentare o "anticamera" dell'eroina?

Gennaio 25, 2018 - 22:08
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Questa sera a Lugano la cannabis e la cannabis "light" sono state al centro di un dibattito organizzato da Incontri liberali e Circa. La platea presente ha partecipato con particolare fervore all'incontro.

La canapa ha infiammato il dibattilo questa sera a Lugano, come promesso dal titolo del dibattito organizzato dall'Associazione incontri liberali e dal Circa (Comitato interpartitico per la regolamentazione della cannabis). Favorevoli e contrari alla legalizzazione della cannabis (ma si è parlato anche di cannabis "light", con thc inferiore all'1%, legale secondo la normativa federale, ma che in Ticino necessita di un'autorizzazione) si sono confrontati e scontrati sul tema, con un appassionata partecipazione anche della sala. Erano presenti quali relatori, il granconsigliere de La Destra Paolo Pamini e il membro del comitato di Circa Nick Meili, fautori della liberalizzazione, che si sono confrontati con il granconsigliere Plr Giorgio Galusero e il procuratore pubblico Nicola Respini.

Dopo il saluto della presidente di Incontri liberali Mari Luz Besomi, la "palla" è passata al moderatore Luca Berti e ai relatori.
Per quanto riguarda i favorevoli Meili ha evidenziato i possibili vantaggi a livello di introiti statali derivanti da una legalizzazione della cannabis, come pure la "contraddizione" rappresentata dal fatto che altre sostanze, che sarebbero altrettanto dannose, se non di più, come l'alcol, vengano tollerate (mentre una legalizzazione permetterebbe un maggiore "controllo di qualità" sulla sostanza consumata). Pamini, con un approccio più orientato a rimarcare i principi del liberalismo, ha sostenuto la libertà individuale di fare uso delle sostanze che più si preferiscono, a patto che non nuocciano agli altri. Per Galusero invece, strenuo oppositore dell'eventualità di una regolamentazione, la canapa fa male e rappresenta un problema di salute pubblica, sia essa "light" o meno, e gli effetti di una sua legalizzazione sarebbero potenzialmente drammatici. Per Galusero inoltre il consumo di cannabis può essere il primo passaggio verso le droghe pesanti. Ricordando la sua esperienza nel corpo della Polizia, ha detto, "molte delle persone che abbiamo trovato morte al 'parchetto' qua dietro (riferendosi al Parco Ciani vicino al Palazzo dei congressi, in cui si svolgeva la conferenza, che è stato a lungo un luogo di frequentazione di molti tossici, ndr), hanno iniziato con la cannabis".
Per il procuratore pubblico Respini uno dei problemi specifici che contraddistingue il Ticino, è che in passato si è "scottato" con questa sostanza, riferendosi all'"epoca d'oro" dei canapai in Ticino a cavallo fra anni '90 e 2000. Ancora oggi andando in questa direzione il pericolo di sviluppo di una criminalità legato a questo mercato permane, secondo il procuratore.  Il magistrato tuttavia non si è dimostrato totalmente chiuso verso ipotesi di evoluzioni nell'ambito della regolamentazione di questa sostanza, precisando tuttavia che il suo compito è "applicare la legge". Sulla cannabis light il procuratore ha detto che attualmente in Ticino "non rappresenta un problema" e si segue la procedura conforme alla legge.
Rimangono aperti i dubbi sulla conformità dell'autorizzazione preventiva chiesta in Ticino per il commercio e per la coltivazione della cannabis "light", che a livello federale è regolata dalla normativa sulle derrate alimentari e sui prodotti sostitutivi del tabacco. Per il Circa, che ha inoltrato una segnalazione alla Commissione della concorrenza, questa autorizzazione preventiva rappresenta una violazione della legge sul mercato interno (una limitazione della libertà di commercio, in sostanza). Respini invece ha propeso per una valutazione secondo cui in Ticino le normative sono applicate adeguatamente, e semplicemente impongono una restrizione ulteriore rispetto alla normativa federale. Su questa specifica questione si attende il responso degli organi competenti. Quello che invece sicuramente è emerso dalla serata è che quello della cannabis è un argomento destinato ad infervorare ancora gli animi. Dalla sala molti sono stati gli interventi (prevalentemente favorevoli), anche se non sono mancati pareri più scettici, anche particolarmente duri, come quello del presidente di "Besso Pulita", il consigliere comunale Plr di Lugano Ugo Cancelli, presente alla serata. In sala si sono visti pure il comandante della polizia di Lugano Roberto Torrente, l'esponente liberale e del Circa Sinue Bernasconi, il presidente dell'Associaczione Cannabis Ricreativa Sergio Regazzoni, il membro di direzione del Ps di Lugano Filippo Zanetti... , e molti altri.