Sabrina Gendotti in Governo?

Sabrina Gendotti in Governo?

Ottobre 02, 2017 - 22:40
Posted in:

Argo1, che fare per il Ppd? Se Beltraminelli si dimettese i subentranti sarebbero Regazzi e Dadò, che non per forza accetterebbero la carica...

Non si placa il polverone su Argo1. Due settimane fa, sulla graticola c'era finito il presidente cantonale del Ppd Fiorenzo Dadò, per la famosa cena da 150 euro offerta a lui e alla sua compagna da Sansonetti dell'Argo1. Ma da questa settimana sulla graticola c'è tornato il consigliere di Stato pipidino Paolo Beltraminelli, dopo la trasmissione di giovedì sera di Falò che è stata ripresa largamente da il domenicale Il Caffè. Lo scandalo di Argo1 non si sgonfia, anzi. E ora ad affiancare l'Mps nel chiedere le dimissioni dal Governo cantonale di Beltraminelli ci sono i Verdi (che con una frase, presente nel loro comunicato, in cui fanno presente che in passato davanti a tutto ciò ci sarebbero state le dimissioni spontanee, di fatto chiedono la testa del capo del Dss). I socialisti (per il momento) si limitano a chiedere che Beltraminelli lasci la Divisione Azione sociale del Dss (leggi qui la nostra intervista al presidente del Ps Igor Righini). Ma da questo a chiederne le dimissioni tout court non ci vuole tanto. La Lega non si capisce molto bene, ma sta di fatto che su Il Mattino di Lorenzo Quadri le bordate contro Beltraminelli non mancano. I liberali sono attendisti, anche perché qualcuno ha pagato le fatture all'Argo1. Sta di fatto che per Paolo Beltraminelli la situazione è ancora molto calda e non sembra che lo scandalo Argo1 si ridimensioni. 
Ora non spetta a noi sostituirci alla Magistratura, alla sottocommissione della Gestione o alla possibile Commissione di inchiesta parlamentare, tutti organi che devono accertare i fatti, le responsabilità e i possibili reati. È normale che i media oggi siano concentrati nel svolgere il loro ruolo di "contropotere" con inchieste giornalistiche e rivelazioni. 
Nessuno lo dice, ma oltre all'accertamento dei fatti e delle responsabilità, c'è da chiedersi quanto questa vicenda peserà politicamente ed elettoralmente sul Ppd e soprattutto sul suo consigliere di Stato Paolo Beltraminelli. Certo, problema secondario, davanti all'accertamento della grande verità dell'accertamento dei fatti. Ma noi che ci occupiamo di piccole cose ci chiediamo anche quali possano essere gli scenari futuri per Beltraminelli e il Ppd. 
 
 
**********
 
 
Primo scenario. Beltraminelli stoicamente rimane al suo posto, ammenttendo qualche errore (a dire il vero lo ha già fatto) e fornendo all'opinione pubblica qualche attenuante. Facile da immaginare che da ora fino alla primavera 2019 il ministro Ppd diventi quello che in gergo si chiama "anatra zoppa". Dovrà giocare il prossimo anno e mezzo tutto in difesa, sperando che dallo scandolo Argo1 non esca ancora qualcosa di più grande di quello già emerso finora. Potrebbe essere una lenta agonia, simile a quella di Marina Masoni nel biennio 2005/2007. E poi nel 2019 il Ppd riuscirà a riconfermare il seggio in Governo? È questa la domanda dalle 100 pistole alla quale gli strateghi azzurri dovranno rispondere, per decidere quale scenario perseguire. Ma non va sottovalutata la grande carica e capacità di creare consenso da parte di Beltraminelli, che prendendo tutto come una sfida potrebbe fare uan campagna elettorale eccezzionale, risorgendo come una fenice. 
 
 
**********
 
 
Secondo scenario. Prima di Natale (o subito dopo) Paolo Beltraminelli si dimette dal Consiglio di Stato (perché stanco di stare costantemente sulla graticola). E a quel punto cosa succederebbe? Il subentrante Fabio Regazzi, già durante la campagna elettorale per le cantonali 2015 dimostrò (e affermò) che non gli interessava un posto in Governo. Il secondo subentrante, Fiorenzo Dadò, anche se marginalmente, è stato pure lui toccato dallo scandalo Argo1 (vedi la cena a Bormio) e probabilmente nel Ppd, davanti ad uno scenario così estremo come organizzare la staffetta in Governo, non si vorrà rischiare più tanto. A questo punto si passerebbe alla terza subentrante, Sabrina Gendotti, che potrebbe essere la prima donna azzurra ad entrare in Consiglio di Stato. Sarebbe un bel passo verso il rinnovamento. Altra ipotesi è che tutti e 4 i subentranti rifiutino e il Ppd peschi fuori dalla lista per il Consiglio di Stato del 2015 il possibile successore. E in quel caso i papabili sarebbero o Raffaele De Rosa o Maurizio Agustoni e il rinnovamento generazionale sarebbe garantito.
 
 
**********
 
 
In ogni caso, per il Ppd la vera domanda da porsi è quale strategia migliore debba attuare per garantirsi il seggio in Governo nel 2019. Perché i liberali scalpitano per riconquistare il secondo seggio e non per forza lo conquisteranno a scapito della Lega. Dunque....
Per il Ppd si tratta di capire se vale la pena puntare sul rinnovamento o su quel "usato sicuro" (anche se un po' ammaccato dalla vicenda Argo1).