Si intravvedono già all'orizzonte camionate di sabbia per Argo1

Si intravvedono già all'orizzonte camionate di sabbia per Argo1

Ottobre 27, 2017 - 11:33
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Il giudice Mauro Mini pensa sia la politica a dover mettere un freno al compenso degli avvocati. Il Ps si affida a Lepori.

Il giudice Mauro Mini della Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello ha "cassato" la decisione del giudice Marco Villa dei mesi scorsi, che con un certo coraggio aveva deciso di rivedere al ribasso il compenso di alcuni avvocati d'ufficio.
Mauro Mini che in passato è stato per molti anni avvocato (condividendo uno studio legale con l'ex capogruppo in Gran Consiglio del Ppd Fulvio Pezzati, dimessosi da questa carica dopo l'emergere dello scandalo "Cuomo-Verda"), nonché per alcuni anni docente alla Supsi, ha motivato la sua decisione di accettare parzialmente il ricorso di un avvocato (che vuole rimanere anonimo, stando a La Regione) contro l'iniziativa del giudice Villa, scrivendo che "non incombe in primis alle autorità giudiziarie risolvere questa tematica: compete alle autorità politiche (legislativo ed esecutivo) eventualmente affrontarla e disciplinarla".
Noi, proprio in questa rubrica, avevamo salutato favorevolmente l'iniziativa del giudice Marco Villa, ma sicuramente Mini che in materia ha molte più competenze di noi, avrà tutte le ragioni per cassare questo provvedimento del giudice Villa.

Prendiamo semplicemente atto che gli avvocati d'ufficio potranno continuare ad emettere fatture corpose, visto che attendersi che il Gran Consiglio, luogo da sempre molto frequentato dalla "corporazione" degli avvocati, decida di introdurre regole più restrittiva in questa materia è una semplice chimera.

Si continui come prima e meglio di prima. Tanto la "casta" degli avvocati, disponendo di diversi granconsiglieri, potrà essre sicura che i suoi compensi non verranno messi in discussione.

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In giro per il cantone, si iniziano ad intravvedere camion, anzi tir con pure il rimorchio, pieni di sabbia. Lo scandalo Argo1 ne richiederà di vagonate di sabbia nelle prossime settimane. E c'è chi si tira avanti con il lavoro.

Prima è sceso in campo il consigliere nazionale Marco Chiesa che ha voluto dire che la commissione d'inchiesta parlamentare non sa da fare (nonostante da un po' di tempo non sieda più in Gran Consiglio e non è prassi che un parlamentare federale si esprima su questioni del Gran Consiglio. Infatti qualcuno ha registrato una dichiarazione del Plr Giovanni Merlini o della leghista Roberta Pantani o ancor della socialista Marina Carobbio su questo tema?) Se questo pensiero rappresenta la posizione dell'Udc Ticino, questa dichiarazione non poteva rilasciarla un Pinoja o un Galeazzi?

Poi sui social media c'ha pensato il granconsigliere Plr Fabio Schnellmann a dire che la vicenda Argo1 ha stancato e che sono altri i problemi del nostro cantone. Subito dopo è sceso in campo direttamente il vertice cantonale del Plr che in un comunicato (http://www.ticinotoday.ch/content/plrt-squallidi-giochi-politici-danno-d...) ha voluto fare "quadrato" attorno al povero capodivisione dell'azione sociale, "l'ingenuo" Renato Bernasconi (che per dovere di cronaca ci risulta essere di area Plr, come il precedente capodivisione Blotti, come il funzionario Schauerrer, solo la funzionaria compagna di Fiorenzo Dadò è Ppd).

Inizia il gioco delle relativizzazione, del dire di non fare la "caccia alle streghe", di sollecitare di occuparsi di altri problemi, ecc.

Ma signori la vicenda Argo1 è da 7 mesi che è sui media e la politica non è riuscita a far chiarezza in modo esaustivo! Non sono i granconsiglieri, bensì Aldo Sofia con un servizio a Falò, che ha sollevato alcuni punti importanti e sottaciuti in precedenza.

Diciamolo, la politica è da 7 mesi che "mena il can per l'aia" non arrivando a nulla e adesso cosa si dice? Che bisogna occuparsi di altro, voltare pagina e non fare nessuna commissione d'inchiesta parlamentare. Per fortuna che ci sono anche gli Ivo Durisch e i Giorgio Galusero (che sulla canapa non la penseremo mai come lui, ma su Argo1 ha un po' più voglia di altri di far chiarezza). Altri, quelli che amano i camion di sabbia, invece stanno facendo di tutto perchè fra un anno e mezzo (ossia alle elezioni cantonali del 2019) l'estrema sinistra di Pronzini arrivi al 5% di voti in Parlamento. Buona fortuna.

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Il Ps Ticino ha scelto, all'unanimità, Carlo Lepori come proprio rappresentate nella commissione parlamentare d'inchiesta. Non era questo il caso di mettere in questa commissione qualcuno con esperienza di indagini? Carlo Lepori è sicuramente persona da coinvolgere per le sue ottime competenze se si vuole discutere in una commissione di politica universitaria, di ricerca e sviluppo, di ricerca scientifica, di start up ad alto valore aggiunto. Ma per occuparsi della intricata vicenda di Argo1 forse bisognava scegliere qualcuno con competenze in indagini. No?