Si preannuncia un Wef infuocato. Il Ps diviso su Trump

Si preannuncia un Wef infuocato. Il Ps diviso su Trump

Gennaio 10, 2018 - 15:45
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L'annuncio della presenza di Trump al Wef in programma dal 22 gennaio scalda gli animi a sinistra e si prospetta un'allargamento delle proteste contro il Forum economico.

L'annuncio di ieri sera della pratecipazione di Donald Trump al World economic forum di Davos (Wef) ha già sollevato un vespaio nella sinistra svizzera. I giovani socialisti, i Verdi e anche parti del Ps, hanno già fatto sapere di essere contrari alla visita del presidente Usa e numerosi gruppi della sinistra alternativa anunnciano manifestazioni e proteste, come riferisce oggi il Tages Azeiger.
"Molte persone in Svizzera si sentono toccate personalmente dalle dichiarazioni e dalle azioni di Trump. Abbiamo lanciato una petizione per offrire loro l'opportunità di esprimere il loro disappunto", dichiara al Tages Anzeiger il presidente della ong Campax Andreas Freimüller, promotore della petizione lanciata un anno fa che ha raccolto 30'000 sottoscrizioni. "Nel Regno Unito, la pressione pubblica ha finora impedito una visita di Stato di Trump", aggiunge.
Il prossimo sabato a Berna si terrà una manifestazione contro il Wef, previsto dal 22 al 26 gennaio. Secondo gli organizzatori l'annucio della presenza di Trump dovrebbe aumentare il numero di partecipanti.
A Davos il fronte degli organizzatori della protesta contro il Wef si sta allargando. Se negli anni precedenti il coordinamento della manifestazione è stato nella mani di alcuni esponenti dei Verdi, ora anche il Ps grigionese vuole riattivarisi. "La protesta contro il Wef si è assopita negli ultimi anni", dichiara il segretario del Partito socialista grigionese Lukas Horrer. "Ma con la visita di Trump però c'è una nuova urgenza. Dobbiamo prendere posizione contro un sessista che nega il cambiamento climatico, che è chiaramente evidente nei Grigioni e danneggia l'economia". Pure la presidente di Juso (gioventù socialista svizzera) Tamara Funiciello si schiera contro la presenza di Trump.  "Non manterremo il silenzio. È un affronto. Non è possibile questo pazzo possa venire venire in Svizzera". Diversa la reazione dei vertici nazionali del partito socialista. Il Presidente Christian Levrat vede la visita come un'opportunità e il responsabile per la politica estera del Ps si è detto contento per la  "grande attenzione internazionale" sulla Svizzera. Ieri poi il consigliere federale Alain Berset, in qualità di presidente della Confederazione, aveva fatto sapere di essere disponibile ad incontrare Trump.  "Vorrei più spina dorsale dal Ps", commenta polemicamente Funiciello. "Non è perché Trump è l'uomo più potente del mondo, che dobbiamo prostrarci ai suoi piedi".