Spread oltre 300. Ma chi paga?

Spread oltre 300. Ma chi paga?

Maggio 29, 2018 - 17:47
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Lo spread ha toccato offi quota 320 punti.

Continua la pressione dei mercati con la crisi istituzionale che sta colpendo l’Italia. Oggi lo spread, il differenziale di rendimento fra i titoli di Stato italiani e tedeschi, ha toccato quota 320 punti, per poi riaccendere nel pomeriggio a 260. Si tratta di un balzo di 60 punti rispetto ai livelli di chiusura di ieri, che riporta lo spread ai livelli della primavera del 2013. Il rendimento del titolo decennale italiano è salito fino al 3,4%, per poi scendere a 2,9%. Ciò significa che lo stato italiano deva pagare un interesse più alto per ricevere prestiti sotto forma di obbligazioni. Gli analisti stimano che il costo complessivo della crescita dello spread per l'Italia sia stato di 35 miliardi da inizio marzo.
Ma lo spread in realtà non comporta costi maggiori solo per le casse pubbliche. Come ha evidenziato la crisi italiana dello spread del 2011-2012 l’aumento dello spread di riflesso comporta anche un aumento delle ipoteche (chiamati mutui in Italia), incrementando i costi per i proprietari di casa. Inoltre comporta anche un maggior costo per le banche a reperire finanziamenti sui mercati, costi che poi vengono fatti ricadere sull’interesse operato nei presiti alle aziende (che dunque hanno più difficoltà a reperire prestiti).