Sul confine tra le due Coree non si parla di politica

Sul confine tra le due Coree non si parla di politica

Agosto 09, 2018 - 14:00

Locarno Festival. Concorso internazionale 2018. Hong Sangsoo torna per la terza volta a Locarno, dopo che nel 2013 con U ri Sunshi (Our Sunshi) vince il Pardo per la migliore regia, mentre nel 2015 Right Now, Wrong Then ottiene il Pardo d’oro. 

Girato in bianco e nero, Gangbyun Hotel è un film sull’ultimo incontro di un padre con i suoi due figli, perché sente avvicinarsi la morte. 
 
Il paesaggio innevato, il lento scorrere del fiume, la posizione dell’albergo che sembra ergersi come un castello in un paesaggio fiabesco, così come la recitazione equilibrata degli attori, dall’attrice feticcio Kim Minhee al protagonista Ki Joobong, contribuiscono  a dare un senso di calma e di accettazione del destino dell’uomo, che rappresenta la prospettiva del regista, come lui stesso ci confida in conferenza stampa.
 
Il poeta-Ki Joobong negli ultimi suoi istanti di vita è colui il cui sguardo guida il nostro alla scoperta della bellezza: quella delle due donne che lui loda con entusiasmo infantile, quella dell’amore che il figlio più giovane sembra voler precludersi, quella della parola quando recita le sue poesie. 
È lui il bambino della storia che scherza, gioca, come quando regala ai due figli i pupazzi vinti al tiro a segno.
È lui quello che trasmette la vera joie de vivre che, pur ammettendo i propri fallimenti come il divorzio dalla madre dei suoi due figli, non recrimina nulla.
È lui ancora il vettore che unisce i due gruppi di attori, altrimenti isolati nelle proprie paure e delusioni: da un lato i due figli maschi, dall’altro le due donne. 
Semplice, discreto, poetico, Hong Sangsoo attraverso l’atteggiamento scanzonato, innamorato e curioso della vita del suo protagonista ci insegna a vivere e a morire.