Tamara Funiciello: "Vogliamo cambiare il mondo, non ho tempo per le cretinate"

Tamara Funiciello: "Vogliamo cambiare il mondo, non ho tempo per le cretinate"

Gennaio 13, 2018 - 08:10
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La presidente della Gioventù socialista svizzera Tamara Funiciello non le manda a dire. La presenza di Donald Trump a Davos, non può essere tollerata e annuncia la partecipazione dela Juso alle manifestazioni contrarie al Wef. "Ma non ci siamo spostati più a sinistra".

Tamara Funiciello, all'annuncio che Donald Trump sarà al World Economic Forum (Wef) di Davos lei ha preso posizione in modo molto critico sulla presenza in Svizzera del presidente statunitense. Come mai questa posizione?
Siamo parlando di Donald Trump. Una persona che due settimane fa ha detto, contro il leader nordcoreano Kim Jong-un, di avere un bottone nucleare più grande del suo. È una persona che sta giocando con il rischio di una guerra nucleare come si trattasse di un gioco fra bambini. Una persona che durante la sua campagna elettorale si è messo ad imitare per deriderlo un reporter disabile e ha insultato le donne e il movimento "Black lives matter”. Mi sembra evidente perché siamo contrari alla sua presenza.

Trump non è il primo personaggio controverso o fortemente contestato che ha presenziato al Wef di Davos. Negli anni passati fra gli altri ci sono stati l'ex presidente Usa George W. Bush (durante il suo mandato alla Casa Bianca) e il premier israeliano Benjamin Netanyahu (che si è recato a Davos in anni più recenti). In quelle occasioni però la Gioventù socialista svizzera non si era così fortemente esposta contro la loro presenza. Ritenete che Trump sia ancora più criticabile oppure avete deciso di profilarvi maggiormente su questo tema?
Sicuramente non abbiamo fatto salti di gioa all'arrivo di questi personaggi. Quello che è cambiato è che i media, all'epoca, ci hanno ignorato. 
Come Gioventù socialista prendiamo parte alle manifestazioni e agli eventi contro il Wef da anni. Siamo sempre presenti agli eventi anti-Wef a Berna e a Zurigo e partecipiamo alle proteste contro il Wef direttamente a Davos.  Abbiamo sempre assunto dunque questo tipo di posizioni. Questa volta l'attenzione attorno alla nostra presa di posizione è stata però totalmente diversa. Chiaramente Trump è una persona che catalizza una grande attenzione nel pubblico.

Dunque di fronte al profilo di Trump lei reputa che non si possa far valere la libertà di parola?
La libertà di parola finisce laddove si fanno dichiarazioni razziste e sessiste, cosa che Trump fa da più di un anno e mezzo.
A coloro che sostengono che Trump sia stato eletto democraticamente per prima cosa ricordo che Hillary Clinton ha comunque ottenuto più voti di lui. Non dobbiamo dimenticarci poi che anche Adolf Hitler è stato eletto democraticamente.
Noi facciamo parte di una resistenza e pensiamo che la politica di Trump, che va contro alla stessa esistenza di innumerevoli esseri umani, non possa essere tollerata. 

Nel Partito socialista svizzero su Trump vi sono posizioni differenti. Ha avuto modo di confrontarsi con il presidente del Pss Christian Levrat? Che posizione ha lui su questa questione?
Questo dovebbe chiederlo a lui. Al momento la posizione di Levrat sull'argomento non mi è chiara.
So ad esempio che il Ps grigionese sostiene apertamente la nostra protesta. Altri esponenti, come Tim Guldimann, hanno detto che trovano molto positivo se il Pss e la Svizzera parlano con Trump e che questo può dare la possibilità di migliorare la situazione. Ma stiamo parlando di Donald Trump. Se vi fosse stata la possiblità di farlo ragionare non credo che ci troveremmo nella situazione attuale. 

Negli ultimi anni la Gioventù socialista svizzera ha assunto posizioni molto più radicali rispetto al partito socialista. La Gioventù socialista svizzera si sta spostando verso il campo dell'estrema sinistra?
Ogni tanto mi sembra che in Ticino non si sia seguita particolarmente la Gioventù socialista svizzera negli ultimi anni, forse perché i miei predecessori alla presienza non parlavano italiano. Non stiamo andando più a sinistra. Sulla Previdenza vecchiaia 2020 ad esempio, in cui ci siamo schierati su una posizione diversa rispetto al Pss, in molti fra i socialisti erano d'accordo con noi. Ad esempio l'ex consigliere nazionale Franco Cavalli. 

Cavalli, che pur rimane un esponente socialista, in Ticino è anche alla guida del Forum Alternativo, che si pone come obiettivo quello di riunire sotto un unico cappello i partiti alla sinistra del Ps. In un'intervista che ha rilasciato (leggi qui) aveva indicato proprio nella Gioventù socialista svizzera le posizioni che lui vorrebbe portare avanti in Ticino...
Io sono sempre un po' scettica quando si parla di estrema sinistra. Noi siamo radicalmente contro il sistema capitalista e patriarcale della nostra società, questo è evidente. Ma lo siamo sempre stati. Forse viene percepito diversamente perché sono una donna o perchè stiamo diventando sempre più forti.

In seguito alla sua presa posizione su Trump, come già avvenuto in passato, lei è stata oggetto di attacchi personali piuttosto pesanti, questa volta da parte dei Giovani Udc bernesi. Come si spiega questa astiosità nei sui contronti? Pensa sia correlato al fatto che è donna?
Non mi interessa particolarmente prendere posizione su questa vicenda. Non ho tempo di commentare delle simili cretinate. Io e il mio partito vogliamo cambiare il mondo. Non ci interessa perdere tempo su discussioni di così basso livello. 
Il fatto che le donne siano vittima di attacchi sessisti, in politica, come nella società in generale, è un dato di fatto. Abbiamo visto chiaramente con le denuncie fatte dal movimento #MeeToo, partito negli Stati Uniti, come le donne siano costantemente vittima di molestie e di sessismo. 

Questa settimana, priorio in merito al movimento #MeToo, è apparso su Le Monde un appello sottoscritto da 100 donne in cui si stigmatizza questa campagna, che ha assunto, stando alle firmatarie, la forma di una "caccia alle streghe". Lei cosa ne pensa?
Le femministe e i femministi stanno lottando da 150 anni oramai. Lottiamo per il diritto delle donne ad essere considerate degli esseri umani. In tutto questo tempo c'è sempre stata una parte delle donne che si sono poste contro a queste rivendicazioni. Ricevono sempre molta attenzione, perchè forniscono un alibi agli uomini sessisti. Stare con il sistema è sempre più facile che andare contro di esso. 

Osservo però che sono state 100 donne a sottoscrivere quell'appello, a fronte di milioni di donne che hanno denunciato tramite la campagna #MeToo le molestie subite. È anche chiaro che se le donne non avessero denunciato quanto avvenuto, Harvey Weinstein sarebbe ancora seduto al suo posto. Dobbiamo smetterla di dire che questo non è un problema e avere in chiaro che la violenza sulle donne comincia con una battuta sessita e finisce con uno stupro o con un femminicidio. È dalla battuta che dobbiamo iniziare la nostra battaglia.