Ticinesi vittime dei truffatori dei bancomat. Conti prosciugati e ladri spesso impuniti

Ticinesi vittime dei truffatori dei bancomat. Conti prosciugati e ladri spesso impuniti

Giugno 10, 2018 - 02:51
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In tutta Europa desta preoccupazione la clonazione di carte di credito. I ladri agiscono dall’estero e portarli davanti alla giustizia è difficile.
 

Una vacanza all’estero, si preleva da un bancomat e ci si ritrova il conto prosciugato. Quello dello skimming, la cosiddetta “clonazione” di carte di credito, è una tipologia di furto di dati che sta destando allarme in tutta Europa. Con delle microcamere installate sui bancomat i tuffatori copiano il codice della carta, un altro dispositivo installato sul bancomat si copiano i dati contenuti nella carta. Poi questi dati vengono copiati su una carta vergine e il “gioco” è fatto.
Anche in Ticino si segnalano vittime di questi furti. Oggi Il Caffè in un articolo di Mauro Spignesi cita il caso di Paolo M., un impiegato un’azienda del Mendrisiotto, che dopo una vacanza in Francia è stato contattato dalla sua banca, che l’ha informato che la sua carta era stata svuotata.
In Italia, uno dei paesi più colpiti, ogni settimana vengono sottratti 150’000 euro in questo modo. Un’operazione congiunta di Interpol ed Europol ha scoperto che le centrali di questa contraffazione si trovano prevalentemente in Bulgaria, Paese da cui provengono due truffatori che un anno fa furono arrestati in Ticino. I due sono accusati di aver clonato più di 7’000 carte, soprattutto nel Bellinzonese.
In Ticino casi di acquisizione illecita di dati e accesso indebito a sistemi di elaborazione dati sono stati 92 nel 2017, anche se i casi skimming sono solo una piccola parte. A livello nazionale si sono registrate 4’956 relative a questo genere di casi. Il dato Ticinose è comunque in calo rispetto al 2016, dove si sono registrati 120 casi.
"E questo perché la tecnologia è servita nell’ottica della prevenzione”, dichiara sul Caffè Luca Tenzi, esperto di "cyber security" e consulente per diverse organizzazioni internazionali. “Rispetto a qualche anno fa oggi i sistemi di prelevamento di denaro contante o i terminali di pagamento sono più sicuri. Basta pensare all’introduzione del microchip anti-contraffazione o al sistema della doppia autorizzazione di pagamento, dove si chiede un doppio codice o la possibilità di essere avvertiti di un prelevamento tramite sms”. All’estero, soprattutto furi dall’Ue, non tutti gli sportelli bancomat sono dotati di queste contromisure. Risalire agli autori di questi reati non è semplice. L’anno scorso il Ministero pubblico della Confederazione ha “gettato la spugna” su 400 casi, in cui nonostante le richieste di assistenza giudiziaria, non è stato possibile risalire agli autori dei raggiri all’estero.