"Trump apre le porte dell'inferno"

"Trump apre le porte dell'inferno"

Dicembre 06, 2017 - 22:00
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Il presidente Usa ha spostato l'ambasciata Usa a Gerusalemme. Anche l'Onu critica la scelta.

"È ora di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele, è l'inizio di un nuovo approccio al conflitto israelo palestinese. Israele è uno stato sovrano che ha il diritto, come ogni altro Paese, di decidere la sua capitale. Essere consapevole di questo è una condizione necessaria per raggiungere la pace". Così si esprime il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in merito alla decisione che, molti temono, potrebbe gettare il Medioriente nel caos, come si legge in un articolo di Repubblica.it. Il presidente Usa ha ufficialmente riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele, spodtandovi l'ambasciata Usa da Tel Aviv.
Grande soddisfazione viene espressa dall'ambasciatore di Israele all'Onu, Danny Danon, che citato da Repubblica: "Nel 1948 il presidente Truman fu il primo leader mondiale a riconoscere lo Stato di Israele, e oggi il presidente Trump ha corretto un errore storico riconoscendo Gerusalemme come nostra capitale".
Ma i fronti che esprimo scetticismo sono la maggioranza. Il commento dell'organizzazione palestinese Hamas, che negli scorso giorni aveva paventato una nuova intifada qualora Trump avesse riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele, è draconiano: "La decisione di Trump apre le porte dell'inferno". "Riconoscendo Gerusalemme capitale di Israele e preannunciando lo spostamento dell'ambasciata americana da Tel Aviv, Donald Trump ha distrutto ogni speranza di soluzione di pace sulla base del principio dei due Stati", commenta invece l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), l'organizzazione che fu guidata da Yasser Arafat.
"La decisione odierna di Trump equivale a una rinuncia da parte degli Stati del ruolo di mediatori di pace", commenta il presidente palestinese Abu Mazen.
"Dal mio primo giorno qui", commenta invece il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, "mi sono costantemente dichiarato contrario a ogni misura unilaterale che metta a repentaglio la prospettiva della pace. Solo realizzando la visione di due Stati che convivono in pace e sicurezza, con Gerusalemme capitale di Israele e della Palestina, tutte le questioni sullo status saranno risolte in via definitiva attraverso negoziati, e le legittime aspirazioni di entrambi i popoli saranno raggiunte". Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito "deplorevole" la decisione di Trump. La prima ministra britannica Theresa May dichiara che la decisione Usa non è "utile per quanto riguarda le prospettive di pace nella regione".  La portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel scrive su twitter che "Il governo tedesco non appoggia questo comportamento, perché lo status di Gerusalemme va negoziato all'interno della cornice della soluzione di due Stati". Anche Egitto e Turchia hanno commentato criticamente la scelta di Trump.
"Gerusalemme è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani ed ha una vocazione speciale alla pace. Rispettate lo status quo", è invece l'invito di papa Francesco.