Udc: lanciato il referendum contro la “scuola socialista”

Udc: lanciato il referendum contro la “scuola socialista”

Marzo 13, 2018 - 22:09
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L'Udc Ticino era riunita questa sera in comitato cantonale. Fra le altre trattande anche la sperimentazione de "La Scuola che verrà", su cui è stato deciso di lanciare referendum.

Lo slogan suggerito dal granconsigliere di Area Liberale Sergio Morisoli, “No alla scuola socialista”, sarà probabilmente il “grido di battaglia” dei democentristi ticinesi nel referendum approvato questa sera contro la sperimentazione de “La scuola che verrà”. La riforma della scuola media è stata approvata ieri dal Parlamento, con il sostegno, trovato nell’accordo uscito dalla commissione scolastica, oltre che dei socialisti, di Plr e Ppd.
Quello della riforma della scuola media dal capo del Decs (Dipartimento educazione, cultura e sport), il ministro socialista Manuele Bertoli, è stato fra i temi trattati dal comitato cantonale dell’Udc Ticino, riunito questa sera.
Il comitato cantonale, tenutosi a Rivera, si è aperto con il ricordo di Lino Matasci, già membro del comitato cantonale Udc e consigliere comunale di Tenero, scomparso lo scorso sabato.
Piatto forte della serata era la trattanda de “La scuola che verrà”, su cui il “parlamentino” Udc era chiamato a scegliere se lanciare referendum. Una riforma della scuola, che, ha detto Marchesi nell’introdurre l’argomento, fino a poco tempo fa sembrava non avere chances in parlamento, ma che ora, grazie all’accordo “sottobanco” fra socialisti, Plr e Ppd in commissione scolastica, è stata approvato ieri dal Gran Consiglio.
A trattare l’argomento al comitato cantonale Udc, è stato il granconsigliere Sergio Morisoli, di Area Liberale (che assieme all’Udc forma il gruppo parlamentare de La Destra), autore del rapporto di minoranza contrario alla riforma in commissione.
Morisoli ha criticato il concetto di inclusione previsto da questa riforma della scuola. Il granconsigliere di Area Liberale ha esordito proprio citando come secondo alcuni studi (fra cui i celebri “Pisa”), la scuola ticinese risulti già molto ben posizionata per quanto riguarda l’inclusione, e molto meno nella competenza degli allievi nelle specifiche materie. L’inclusione, uno dei punti cardine della riforma, non è assolutamente dunque, secondo Morisoli, un settore su cui intervenire ulteriormente. Attualmente, ha sintetizzato Morisoli, vige già l’”asini uguali”, e la riforma di Bertoli vuole andare ulteriormente in questa direzione. Una direzione che non tiene conto, ed anzi vuole eliminare, ha detto il granconsigliere, i concetti di eccellenza e competizione, che vigono però nel “mondo reale”. Con questa riforma si sovverte il concetto di “parità di partenza” per introdurre la “parità di arrivo garantita dallo Stato”, sminuendo così l’impegno e le capacità dei singoli. “Modelli di scuola”, ha detto Morisoli, “dimostratisi altrove fallimentari, che ora si vogliono importare”.
Il granconsigliere de La Destra ha pure criticato la scarsa consultazione in merito al progetto, sia all'interno che all'esterno del mondo della scuola.
Morisoli è stato chiaro: se andrà in porto la sperimentazione, anche la riforma verrà applicata. Secondo Morisoli non è infatti pensabile che il capo del Decs faccia in seguito marcia indietro. Un esperimento, ha incalzato Morisoli, il cui relativo messaggio per altro non chiarirebbe minimamente che cosa intenda sperimentare e per cui non sono chiari i criteri di valutazione.
Il granconsigliere non ha mancato di criticare pure l’appoggio dato da Plr e Ppd alla sperimentazione.
In merito ai costi previsti il granconsigliere ha detto che essi saranno fra i 40 e 50 milioni, e non i 35 indicati (per l’implementazione complessiva della riforma, mentre quelli previsti dalla sperimentazione approvata ieri sono di 6,7 milioni). Morisoli ha dunque invitato l’Udc a cogliere l’occasione (che potrebbe essere l’ultima per fermare questo progetto) per lanciare il referendum, in continuità con l’opposizione già portata avanti dal gruppo de La Destra in Gran Consiglio.
A sostegno del referendum si sono pure schierati il presidente Marchesi, il consigliere comunale di Lugano Alain Bühler, il vicepresidente dei Giovani Udc Ticino Diego Baratti, come altri esponenti democentristi.
Il comitato cantonale Udc ha infine deciso all'unanimità di lanciare il referendum, a cui hanno già dato la loro adesione Area Liberale e l'Unione democratica federale.
In seguito il comitato cantonale ha anche eletto il nuovo coordiantore per il Bellinzonese, carica che sarà ricoperta da Simone Orlandi.