"Un iniziativa-truffa, limiterà i diritti degli svizzeri"

"Un iniziativa-truffa, limiterà i diritti degli svizzeri"

Luglio 11, 2018 - 13:32
Posted in:

Oggi l'Associazione Uniti dal diritto ha presentato le ragioni contrarie all'iniziativa Udc "Il diritto svizzero anziché giudici stranieri", in votazione il prossimo 25 novembre.

È un comitato variegato quello che si è presentato oggi, formatosi per dire no all'iniziativa Udc “contro i giudici stranieri”, in votazione il prossimo 25 novembre. Fra i copresidenti dell’Associazione Uniti dal diritto vi sono ben due ex procuratori: John Noseda, recentemente passato a beneficio della pensione, e Bruno Balestra, oltre a Paola Merlini di Inclusione andicap Ticino, il magistrato dei minori Reto Medici, Valerie Debernardi, studentessa di diritto, Giampaolo Cereghetti e Chiara Simoneschi-Cortesi.
“No all’attacco frontale ai diritti degli svizzeri”, è stato detto nell’odierna conferenza stampa, a cui presenziavano Noseda, Medici, Balestra, Debernardi e il direttore di Inclusione andicap Ticino Marzo Proietti. I diritti degli svizzeri, è stato più volte sottolineato durante la conferenza stampa odierna, andrebbero ad essere ridimensionati dall’iniziativa, perché molti dei diritti di cui oggi i cittadini svizzeri beneficiano, sono regolati da convenzioni internazionali, che verrebbero a cadere qualora l’iniziativa Udc passasse.
Ad esempio la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU). L’ex procuratore generale John Noseda è stato chiaro: “Se viene approvata quest’iniziativa la Convenzione europea sui diritti dell’Uomo diventa carta straccia”, ha detto. “Gli svizzeri non potranno più fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che negli scorsi decenni ha accolto decine di ricorsi di cittadini svizzeri”. Violazioni relative alla libertà d’espressione, alle libertà e ai diritti individuali, non potrebbero più essere dunque portati davanti alla Corte di Strasburgo (che, è stato più volte ribadito, nulla a che fare con l’Unione europea e con la sua Corte di giustizia con sede in Lussemburgo).
Delle  parole che possono sicuramente attirare consensi nella popolazione, quelle “contro i giudici stranieri”, ma che in realtà, è stato detto, poco hanno a che fare con il reale contenuto dell’iniziativa. Un’iniziativa, quella targata Udc, che Reto Medici non ha esitato a definire “iniziativa-truffa”. “Il pacco sembra essere una cosa, il contenuto è in realtà un altro”, ha detto Medici, evidenziando come in Svizzera sia stato il diritto internazionale a rendere possibile l’introduzione diritti come la parità fra i generi o quelli dei lavoratori (come l’abolizione dello statuto di stagionale, che impediva il ricongiungimento delle famiglie con i lavoratori stranieri impiegati in Svizzera).
Ma non solo la Convenziona europea sui diritti dell’uomo sarebbe messa a rischio. Sarebbero oltre 5’500 gli accordi internazionali messi a rischio in caso di approvazione di questa iniziativa. Si va, come evidenzia il prospetto informativo presentato oggi, dalla regolamentazione dello shopping online, allo scambio di informazioni im materia di il terrorismo, alle convenzioni per la tutela delle persone portatici di handicap, o al traffico aereo e sulle importazioni.
“Non avendo la Svizzera una corte costituzionale, quella di Strasburgo è qualcosa di vicino ad essa, posta a tutela dei diritti dei cittadini”, ha evidenziato Bruno Balestra. “Nessuno può sapere quando avrà bisogno di difendere i propri diritti”, gli ha fatto eco Deberanardi, “Nel momento del bisogno ogni possibile strumento giuridico può rivelarsi fondamentale”.