Una festa un po' anarchica, fra "sacro e profano"

Una festa un po' anarchica, fra "sacro e profano"

Maggio 07, 2018 - 16:43
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La danza è stata protagonista la scorsa settimana, dai teatri alle piazze, nell’ambito dell’edizione 2018 della Festa danzante, una manifestazione che coinvolge tutta la Svizzera, e che in Ticino ha animato i centri di Lugano, Ligornetto, Mendrisio e Bellinzona, con qualche anteprima che ha toccato anche gli ultimi giorni d’aprile. Danza, ma anche performance, arti visive (vedi qui), spettacoli e workshop. Abbiamo chiesto alla coordinatrice per il Ticino della Festa danzante Tiziana Conte un bilancio di questa edizione della manifestazione.

Tiziana Conte, quale bilancio si può trarre della Festa danzante 2018?
Sicuramente è un bilancio positivo, anche grazie al bel tempo che ha giocato a nostro favore. Le persone che hanno partecipato sono state numerose, soprattutto negli spazi pubblici. La nostra valutazione è di una partecipazione complessiva, fra musei, teatri e spazi urbani, di circa 4'400 persone. Sicuramente un buon numero, considerando anche la presenza nell'ultimo fine settimana di altri eventi interessanti in concomitanza.

Avete riscontrato una crescita rispetto alle passate edizioni?
Abbiamo riscontrato un aumento delle presenze per quanto riguarda gli eventi nei musei e nei teatri. Ciò è dovuto anche al fatto che quest'anno abbiamo aggiunto una nuova location: il Museo d'arte di Mendrisio. Anche la passeggiata urbana al Museo Villa dei Cedri a Bellinzona ha portato a una partecipazione più "casuale", che si è aggiunta a coloro che si erano già informati sull'attività.
“Mi presento”, la nostra piattaforma dedicata alle scuole di danza, in cui possono presentarsi, ottiene sempre un grande successo.
Pure per quanto riguarda le danze etniche notiamo sempre di più quanto siano amate, anche da un pubblico non legato al mondo della danza.

Chi è il pubblico interessato alla Festa danzante?
È molto difficile fare un profilo. Il programma è molto diversificato e come piace dire a me un po' anarchico: si va dal "sacro" al "profano". Vi sono degli appuntamenti gratuiti nelle piazze e nelle strade, con un pubblico molto generalista. Lo spettacolo di Tamara Bacci era rivolto più a un pubblico che già ama andare a teatro, ma si sono comunque viste persone non più giovanissime, che assistevano ai giovani danzatori hip-hop che si esibivano al piano sottostante. O, per fare un altro esempio, ho visto persone che hanno acquistato il pass per seguire eventi a teatro, e poi l'hanno utilizzato per presenziare allo Spazio Morel, uno spazio più alternativo e distante dalla cultura istituzionale. Sicuramente questi sono degli avvenimenti che danno molta soddisfazione e rientrano negli obiettivi della Festa danzante, che vuole ampliare e contaminare i pubblici.

Chi è invece che "crea" questa Festa danzante?
Abbiamo un programma di artisti professionisti molto solido. Accanto a questi abbiamo danzatori in larga parte appassionati.
Fra i nomi importanti che abbiamo avuto c'erano Tamara Bacci, Foofwa d'Imobilité, la compagnia Aiep/Vidach, nomi molto conosciuti sicuramente in Svizzera, ma anche a livello internazionale. Come organizzatori vogliamo prestare particolare riguardo a questi artisti, che hanno ricevuto premi nazionali.

Quale evento ha avuto più successo?
Uno degli eventi che ha avuto più successo è stato quello del 29 aprile, quando abbiamo inaugurato una mostra fotografica in 3D, con i ritratti degli artisti che hanno vinto i Premi svizzeri di danza 2017. L’evento ha visto la performance di una delle compagnie premiate, la Aiep/Vidach, con migliaia di persone ad assistere. Molti sono arrivati per caso visto che era sul Lungolago di Lugano.
È un progetto che ha unito l’aspetto culturale a quello divulgativo. I ritratti degli artisti sono stati realizzati dai fotografi Philippe Antonello e Stefano Montesi, attivi soprattuto nel cinema, e che hanno collaborato con nomi del calibro di Soldini, Nanni Moretti e Mel Gibson.

E per l'edizione del prossimo anno?
Per ora si sanno solo le date: dal  3 al 5 di maggio. Anche quest'anno Reso – rete danza svizzera proporrà un concorso aperto a tutti gli artisti in Svizzera, da cui potranno essere tratti dei progetti da per la Festa danzante.

In futuro pensate di allargare la manifestazione ad altre Città in Ticino?
Siamo sempre aperti alle collaborazioni e a coinvolgere altre istituzioni, pubbliche o private che siano. Le nostre risorse sono però limitate. Attualmente dunque non pensiamo ad espanderci. Se però vi fosse una Città interessata siamo sicuramente aperti a delle collaborazioni. Non è nemmeno detto che l'anno prossimo la Festa danzante si terrà nelle stesse località. Per ora il Museo Vela di Ligornetto, il Museo d'arte di Mendirsio e la Città di Lugano ci hanno comunicato di essere interessate a proseguire la collaborazione. In che termini questa avverrà è ancora in divenire.