"Una palestra che alimenta la rabbia". E il ceo di Twitter le dà ragione

"Una palestra che alimenta la rabbia". E il ceo di Twitter le dà ragione

Luglio 24, 2018 - 16:15

Maggie Haberman del New York Times annuncia il suo addio a Twitter.

Maggie Haberman, una delle firme più prestigiose del New York Times, ha deciso di abbandonare Twitter. Le motivazioni le ha spiegate lei stessa sulla rivista "Week in Review”, domenicale del quotidiano. Secondo la giornalista, corrispondente dalla Casa Bianca per il Times, Twitter è diventata una palestra di sfogo per la rabbia. Dopo 9 anni e 187’000 tweet Haberman sostiene che ha  “usato Twitter abbastanza per scoprire che non funziona più bene per me. Tornerò a un certo punto, ma in un modo diverso”.
La giornalista ha affermato che oggi su Twitter la "cattiveria, la tossica rabbia di parte, la disonestà intellettuale e il sessismo sono al massimo. È diventato un posto dove la gente arrabbiata va a cercare motivi per alimentare questa rabbia, dove il sottobosco della libertà di espressione è al suo livello più livido”. È diventato "un videogioco arrabbiato" e "l'unica piattaforma in cui la gente si sente libera di dire cose che non direbbe mai in faccia a qualcun altro. Per me è diventato un enorme e futile spreco di tempo e di energia mentale".
Il presidente Usa Donald Trump, che Haberman segue per conto del New York Times, è tuttavia un accanito utilizzatore del social media. Lei continuerà a seguirlo come aggregatore di notizie.
Il ceo di Twitter Jack Dorsey ha dichiarato in seguito che "le sue critiche hanno senso. Dobbiamo fare più attenzione e creare contesto e credibilità".