È morto Bernardo Provenzano, il "capo di Cosa Nostra"

È morto Bernardo Provenzano, il "capo di Cosa Nostra"

Luglio 13, 2016 - 14:47
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Aveva 83 anni e le sue condizioni di salute si erano da tempo aggravate. Arrestato dopo una latitanza di 43 anni nel 2006, era stato trasferito nel 2014 all'ospedale San Paolo di Milano, rimanendo però sotto il regime di carcere duro. 

È deceduto il boss mafioso italiano Bernardo Provenzano all'età di 83 anni. Indicato come il capo di Cosa Nostra era stato arrestato a Corleone l'11 aprile del 2006, in una masseria nei pressi dell'abitazione della sua famiglia, dopo ben 43 anni di latitanza. Il decesso è avvenuto all'ospedale San Paolo di Milano, dove dal 2014 era stato trasferito dal carcere di Parma, afflitto da un cancro alla vescica.I processi in cui il capomafia era imputato, fra cui quello sulla trattativa Stato-Mafia, erano stati sospesi poichè Provenzano, secondo il parere di più perizie mediche, non era in grado di partecipare. L'avvocato di Provenzano, Rosalba Di Gregorio, da anni chiedeva la sospensione del 41bis, il regime di carcere duro, a cui il mafioso era ancora sottoposto. Condannato complessivamente a 20 ergastoli, fra cui quelli inflitti per le stragi di Capaci e Via d'Amelio, che provocarono la morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, l'ultima proroga del carcere duro era stata firmata dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando lo scorso aprile. “Non è venuta meno la capacità di Provenzano di mantenere contatti con esponenti tuttora liberi dell’organizzazione criminale di appartenenze, anche in ragione della sua particolare concreta pericolosità", aveva dichiarato il ministro.
“Per Corleone la morte di Bernardo Provenzano è una liberazione", ha dichiarato Leoluchina Savona, sindaco di Corleone.  "Per la nostra comunità la sua morte è come la liberazione da un cancro, da una malapianta che affliggeva i cittadini”.  “Bernardo Provenzano è stato per decenni il capo di Cosa nostra, macchiandosi di crimini e stragi efferate, nonché il vertice delle più segrete trame del nostro tempo", ha scritto su Facebook il presidente del Senato Piero Grasso. "Dalla sua cattura è iniziata la speranza di un cambiamento fino ad allora ritenuto impossibile: l’impegno per distruggere il ‘sistema Provenzano’, fatto di profitti illeciti e di illegalità diffusa, di corruzione e di collusione all’interno sistema politico, imprenditoriale e affaristico. Porta con sé tanti misteri, pezzi di verità che abbiamo il dovere di continuare a cercare. Il bisogno di verità e giustizia non muore mai”.