È ormai (quasi) certa la nomina di Respini… ma forse era meglio una donna

È ormai (quasi) certa la nomina di Respini… ma forse era meglio una donna

Giugno 20, 2021 - 22:00
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Domani quasi sicuramente il Gran Consiglio nominerà l'attuale vice-capo procuratore Respini alla CRP, visto che gode del sostegno della commissione e di Ppd, Plr e Lega. Vi sono però alcuni aspetti critici...

Domani, lunedì 21 giugno, non solo inizia l’estate, ma il Gran Consiglio dovrebbe pure nominare il successore del giudice Mini alla CRP, Camera dei Ricorsi penali. Sono quattro i candidati rimasti in corsa, tre donne e un uomo, tutti di area pipidina (come era del Ppd il giudice Mini, oltre ad essere ciellino).

Il presidente cantonale del Ppd, Fiorenzo Dadò, settimana scorsa, sulle pagine de la Regione, ha avvisato che se il candidato preferito dal suo partito non fosse ratificato dal parlamento cantonale lui e tutti gli “azzurri” sono pronti ad andare sull’Aventino e a sostenere l’elezione popolare dei giudici. 

Ma chi è il candidato preferito da Fiorenzo Dadò? Semplice. Il procuratore pubblico Nicola Respini, unico uomo rimasto in corsa. Anche il Plr e ancor di più la Lega sembrano orientati nel sostenere Respini. 

Non fosse sufficiente tutto ciò (in realtà se si sommano il numero dei parlamentari del Ppd, della Lega, del Plr, fanno una maggioranza quasi bulgara), anche la Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio si è pronunciata a favore di Respini. 

Dunque dire e scrivere che l’elezione di Respini come successore di Mini alla guida della CRP è di fatto certa, non è un errore. 

 

 

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Detto quanto scritto sopra, a noi preme sottolineare due elementi critici nei confronti di questa elezione, ormai certa, di Nicola Respini, a capo della CRP. Premesso che non abbiamo nulla di personale contro l’attuale pubblico ministero Respini (anzi, sua moglie ci è pure simpatica), ci permettiamo di porre l’interrogativo se sia realmente funzionale nominare capo della CRP una persona che proviene dalla Procura. Quante ricusazioni ci potranno essere nei prossimi due o tre anni (per questioni anagrafiche Respini fra due o tre anni andrà in pensione)? Ha senso, in un ruolo delicato come quello della CRP, nominare qualcuno che vi sta solo per un paio di anni? 

 

 

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Inoltre, il Ppd può mai essere che non sappia mai “puntare” su una propria donna, visto che dei quattro candidati tre sono donne e tutte di area pipidina? 

 

 

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Ultima osservazione. Va bene tutto, e noi capiamo che in casa liberale magari bisogna anche “rimborsare”, però visto che prossimamente il Gran Consiglio dovrà chinarsi sulla “ricapitalizzazione” di mezzo miliardo della cassa pensione dei dipendenti pubblici, Plr, Ppd e Lega poi non proclamino la necessità di futuri risparmi dell’istituto pensionistico, quando nominano persone alla CRP che sottostanno al vecchio regime pensionistico (quello molto vantaggioso per chi è nato prima della metà degli anni ’60) e da questa nomina scaturirà per loro una pensione più cospicua. Lo sappiamo, non sarà la pensione di Respini a compromettere l’istituto pensionistico pubblico, ma un po’ di coerenza da parte dei partiti fra proclami e agire politico, magari dovrebbe esserci.

Ma, come scritto sopra, noi siamo certi che il Gran Consiglio domani eleggerà Nicola Respini alla guida della CRP. Altrettanto siamo convinti che sarebbe stato opportuno sostenere una delle candidature femminili (e c’è una candidata che sicuramente poteva/può ricoprire quel ruolo in modo più che adeguato) per quell’incarico. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

franniga