È Primavera. E il futuro "lo decidete voi"

È Primavera. E il futuro "lo decidete voi"

Marzo 20, 2020 - 14:00
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Oggi, 20 marzo, è arrivata la Primavera. Trattandosi di un anno bisestile quest’anno l’equinozio di Primavera è arrivato già questa mattina, alle 04.49 precisamente. 
 
Ovviamente quest’anno la Primavera poteva iniziare difficilmente in modo peggiore. Nella stagione in cui la natura ritorna alla vita, il sole torna a splendere, e la gente ha voglia di stare all’aperto… si deve restare chiusi a casa il più possibile a causa del coronavirus. 
 
Sicuramente ora con l’inizio della Primavera l’esercizio di autocontrollo risulterà più difficile, ma sulla sua necessità non si discute. Molto eloquenti le parole andate in onda ieri nel servizio di Falò della Rsi (che ha anche rivelato che fra i contagiati dal virus vi è anche l’ex consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, vedi qui). 
 
Nella trasmissione, che ha messo in evidenza l’enorme sforzo messo in campo dal personale sanitario de “La Carità” di Locarno, designato centro per il coronvirus in Ticino, e le ore drammatiche che stanno vivendo i pazienti affetti da Covid-19, a parlare è stato anche il direttore sanitario dell’ospedale Michael Llamas, che ha spiegato come “se ci sarà un comportamento irresponsabile da parte dei ticinesi allora il picco arriverà, veloce e doloroso, se la comunità riuscirà invece a dimostrare che esiste un bene superiore all’egoismo e la gente seguirà le indicazioni, restando a casa, allora il picco sarà lento e potremo curare meglio i pazienti”. “Alla fine”, ha concluso Llamas “tutto è in mano alla popolazione: dovete decidere voi dove volete che il futuro andrà”. 
 
Purtroppo sembra che non tutti l’abbiamo ancora capito. In Italia il Governatore della Regione Lombardia Fontana ha chiesto al Governo di Roma di applicare misure più restrittive, per obbligare la gente a stare a casa. 
 
Anche in Ticino, stando alle notizie, c’è ancora chi non rinuncia ad uscire di casa e alla socializzazione. Egoismo sembra in effetti una parola azzeccata per questi comportamenti. Se il picco “doloroso” arriverà e si dovrà ricorrere anche in Ticino a misure più draconiane, per far restare la gente a casa, sapremo chi ringraziare.
 
Intanto sul fronte coronavirus è attesa a breve una nuova video-conferenza stampa con il medico cantonale e il comandante della Polizia cantonale. Vedremo se si avrà questa volta qualche dato in più, oltre al numero di contagiati  di ospedalizzati e di morti. Ad esempio sarebbe interessante sapere, come avviene in Italia, dove questi dati sono resi pubblici dalle autorità, maggiori informazioni sull’età dei deceduti, il loro sesso, le loro malattie pregresse.