È tempo di spendere un po' di più? Ecco cosa si potrebbe fare con gli utili delle casse federali

È tempo di spendere un po' di più? Ecco cosa si potrebbe fare con gli utili delle casse federali

Novembre 01, 2019 - 21:07
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Lo "strano problema" della Svizzera, facciamo troppi utili? C'è chi ritiene che sia giunto il momento di utilizzare le eccedenze della Confederazione, chi per l’Avs o chi per un eco-piano Marshall. Ma c’è anche chi invita alla prudenza.

Dalla seconda proiezione del 2019 riguardante i conti della Confederazione, diffusa dall’amministrazione federale lo scorso mercoledì, emerge che quest’anno i bilanci dovrebbero chiudersi con un’eccedenza di 2,4 miliardi di franchi. Il consuntivo avrebbe dunque un miglioramento di 1,4 miliardi rispetto a quanto indicato a preventivo.
Non si tratta certo di una grande sorpresa, visto che negli ultimi anni la Confederazione non solo ha chiuso i bilanci in utile, ma pure con scarti miliardari fra quanto messo a preventivo e quanto risultato poi a preventivo. È infatti dal 2006 che, ad eccezion fatta per il 2014, i consuntivi hanno registrato utili di vari miliardi superiori ai preventivi. 
Sicuramente dagli utili ha tratto giovamento il debito pubblico svizzero, sceso sotto il 30% del Pil (a titolo di paragone la media dei Paesi Ue nel 2017 era superiore all’80%). Al contempo i calcoli “errati” fra preventivi e consuntivi hanno fatto saltare la mosca al naso a parte della Berna federale, soprattutto a sinistra, che ha indicato nella politica dei “preventivi pessimistici” un pretesto per operare tagli che poi a consuntivo si rivelano non necessari.
Al contempo ci si è anche iniziati a chiedere se gli utili che la Confederazione registra non possano essere utilizzati in modo migliore rispetto ad andare a ridurre un debito di per sé già molto basso rispetto alla stragrande maggioranza dei Paesi. 
Le proposte di una maggior spesa della Confederazione di certo non mancano. Una delle più recenti in ordine di tempo è quella del presidente del Pss Christian Levrat, che nella campagna elettorale per le federali aveva lanciato la proposta di un “eco-piano Marshall” di 12 miliardi per la conversione ecologica. In Ticino il consigliere nazionale della Lega Lorenzo Quadri propone di utilizzare questi utili, come parte di quelli della Banca nazionale svizzera, per migliorare lo stato delle finanze dell’Avs. Non tutti concordano però sul fatto che sia lungimirante allentare la stretta sulle finanze federali. 
Per il neo consigliere nazionale Plr ticinese Alex Farinelli, da noi interpellato, quelle degli utili sono “cifre importanti, ma che vanno sempre rapportate al budget della Confederazione. Considerando che si tratta di alcuni miliardi di franchi, su un totale di 70 miliardi, parliamo di eccedenze dell'ordine del 3-4%”. Per quanto riguarda le differenze fra preventivi e consuntivi, ci dice Farinelli,  non è strano che “quando si fa una previsione possa esserci uno scostamento, considerando che le entrate sono soggette ai cicli economici che non sono perfettamente prevedibili”. 
Di diverso parere il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri. “La tendenza a chiudere i consuntivi decisamente meglio rispetto ai consuntivi è consolidata e naturalmente sorge spontanea la domanda se sia voluto oppure se non si sia in grado di calcolare in modo più affidabile i preventivi”. Il consigliere nazionale leghista ritiene che sia giunto il tempo di utilizzare queste eccedenze dove più servono. Nello specifico per Quadri, “dato che in questo momento la principale 'emergenza' politica sono i conti dell'Avs, questi utili andrebbero indirizzati verso di essa, con l'obiettivo di evitare l'aumento dell'età di pensionamento”. “Certo, non basteranno da soli gli utili della Confederazione”, prosegue Quadri, “ma assieme a questi andrebbero a mio avviso girati nelle casse dell'Avs anche una parte degli utili stratosferici della Banca nazionale svizzera (che per la cronaca venerdì ha annunciato un utile di 51,5 miliardi di franchi nei primi tre mesi dell’anno, ndr)”.
Tuttavia per Farinelli “bisogna essere prudenti. Si fa presto a trasformare una situazione di eccedenze in una situazione di deficit continui e costanti”. Ma delle finanze “troppo sane” non rischiano ugualmente di ritorcersi contro la Svizzera? Ovvero, evitare utili miliardari non potrebbe essere anche una (parziale) risposta alla problematica del franco forte, che incide negativamente sulle esportazioni elvetiche? In un certo senso, ci risponde Farinelli, “siamo vittime del nostro successo, ma far andare peggio il nostro Paese per agire sul franco sotto pressione non avrebbe senso. La forza del franco è frutto della competitività, della crescita economica e anche delle finanze sane della Svizzera. Andare a mettere in discussione questi punti per intervenire sul tasso di cambio sarebbe però assurdo e semplicemente ci troveremmo in una situazione ancora peggiore”. 
Detto ciò per Farinelli “se si volessero impiegare questi introiti per delle spese straordinarie a mio avviso dovrebbero essere spesi in investimenti e non andando ad aggravare la spesa corrente”.  “Eviterei dunque distribuzioni a pioggia non mirate”, dice Farinelli, “ma piuttosto punterei su investimenti in infrastrutture o nella ricerca. Oggi si parla molto di svolta verde, qui sicuramente ci saranno tanti investimenti da fare". “Va però tenuto conto che non bisogna partire dal presupposto che queste eccedenze ci saranno anche per i prossimi 10 anni”, ci dichiara l’esponente Plr. 
“In una graduatoria, dove sicuramente anche le infrastrutture sono importati, credo che l'Avs in questo momento sia più importante”, ci dice invece Quadri. “Va anche considerato che per le infrastrutture ci sono dei fondi appositi, alimentati per altro con le imposte prelevate sul carburante. Basta utilizzare questi fondi adeguatamente per essere in grado di realizzare le infrastrutture necessarie”.