“Che la terra le sia lieve, signor Sindaco”

“Che la terra le sia lieve, signor Sindaco”

Agosto 17, 2021 - 20:02
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Oggi a Lugano l’ultimo saluto al sindaco Marco Borradori. La cerimonia ufficiale, preceduta da un corteo da Via Monte Boglia, sotto il caldo sole di una mattina di agosto, ha visto i luganesi e i ticinesi dare l’ultimo saluto all’ex consigliere di Stato e consigliere nazionale. Gli interventi di Ignazio Cassis, Norman Gobbi, Michele Foletti, Andrea Leoni, Luca Borradori e del vescovo Valerio Lazzeri hanno ricordato il politico e l’uomo, improvvisamente scomparso l’11 agosto.

Oggi Lugano e il Ticino hanno dato l’ultimo saluto a Marco Borradori, sindaco di Lugano, deceduto lo scorso 11 agosto. Numerose sono state nei giorni trascorsi dalla scomparsa dell’ex consigliere di Stato ed ex consigliere nazionale, alla guida della Città sul Ceresio dal 2013, i messaggi di cordoglio e di vicinanza espressi pubblicamente per l’inaspettata morte. Messaggi espressi tramite articoli, sui social media, con messaggi e fiori lasciati dinnanzi al cancello di Palazzo Civico, che forse hanno quasi sovrastato la partecipazione alle esequie odierne, che è stata sicuramente importante, ma non strabordante come ci si poteva attendere. 

A precedere la cerimonia ufficiale, che ha preso il via alle 10.00 di mattina presso lo stadio di Cornaredo, c'è stato il corteo da Via Monte Boglia. Dopo le 8.30, in via Monte Boglia, si sono trovati una cinquantina di "intimi" di Marco Borradori, prevalentemente leghisti, e qui il consigliere di Stato Claudio Zali ha detto qualche parola, in modo molto commosso, per ricordare l'amico Marco Borradori. Già dalla prima mattina dunque diversi hanno voluto rendere omaggio a Marco Borradori, partendo dalla sede del partito che nel 1991 lo portò inaspettatamente a sedere nella “Camera Bassa” del Parlamento federale, dando il via alla sua brillante carriera politica.

Un piccolo corteo (per distanza percorsa) si è anche tenuto, qui accompagnato dai rappresentanti delle autorità, ad iniziare da Municipio di Lugano e Consiglio di Stato al completo, fino al luogo designato per la cerimonia funebre, partendo dalle vicinanze dello stadio. A tribune dello stadio di Cornaredo già occupate da molti cittadini, giunti per l’ultimo saluto a Borradori, il feretro del Sindaco ha fatto silenzioso il suo ingresso nello stadio, percorrendo il perimetro del campo, salutato dalle bandiere e dagli sguardi commossi di molti dei presenti. 

Ad aprire gli interventi in ricordo di Marco Borradori, è stato il consigliere federale ticinese Ignazio Cassis, che ha ricordato la gioventù (un "’68 edulcorato", ha detto) e il comune percorso universitario a Zurigo, seppur in discipline diverse (Cassis in medicina, Borradori in diritto), la comune infatuazione per la politica, divenuta poi per lui innamoramento. Come molti in questi giorni ha ricordato come “Marco c’era sempre, per tutti”. 

Il consigliere di Stato Norman Gobbi ha portato l’ultimo saluto dell’Esecutivo cantonale, ricordando in particolare, oltre all’amico Marco, il lavoro svolto dall’ex capo del Dipartimento del territorio nei suoi lunghi 18 anni di permanenza in Consiglio di Stato, che lo hanno portato a frequentare in lungo e in largo il Cantone, ma non solo. 700 messaggi, 3 miliardi di investimenti, 60 schede del Piano direttore cantonale, ha ricordato Gobbi, e anche un’impronta ecologica che ha portato Borradori ad essere talvolta in contrasto con il fondatore della Lega Giuliano Bignasca. 

Il ricordo più visibilmente commosso, fra coloro che hanno preso la parola, specialmente quando è passato dal ricordo del Marco Borradori politico, al suo rapporto personale con lui, è stato quello del vicesindaco di Lugano Michele Foletti. Foletti ha ricordato l’importante esempio che ha rappresentato Borradori per i municipali di Lugano, ma anche l’amico e il compagno di "un’avventura iniziata 30 anni fa”. Foletti ha voluto rivolgersi anche alla popolazione di Lugano, chiedendo, una volta superato il dolore di questo momento, di stare vicini ed essere una comunità unita, per portare avanti l’eredità lasciata da Marco Borradori. 

A nome degli amici ha preso la parola Andrea Leoni, che ha esternato la sua incredulità per l’idea che quel volto così famigliare ai luganesi ora non ci sia più. Leoni nel suo intervento ha anche parlato degli ultimi mesi di vita del sindaco di Lugano, caratterizzati dalle polemiche e dalle critiche, e che, ha detto Leoni, Borradori ha vissuto con sofferenza. “Non se lo meritava”, ha detto.

Per la famiglia di Marco Borradori ha preso la parola il cugino Luca, che ha preso spunto dal “diario” pubblico che il sindaco di Lugano teneva sulle sue pagine social, in cui raccoglieva pensieri, idee, momenti della sua vita accessibili a tutti, ma ha fornito anche alcuni scorci della vita familiare di Borradori: il ricordo e gli insegnamenti del nonno comune, l’amorevole premura di Borradori per la zia...

In seguito a prendere la parola è stato il vescovo Monsignor Valerio Lazzeri, che ha dedicato a Borradori preghiere e parole di stima, ricordando l’esempio rappresentato dall’”umanità aperta e disponibile” di Marco Borradori, ma ha invitato anche a non fermarsi al rimpianto, cercando tutti la “sorgente nascosta” a cui Borradori attingeva per essere l’uomo che oggi vive nel ricordo delle persone. Incoraggiare chi deve continuare il suo compito, evitare le sterili polemiche, superare le incomprensioni, anche a questo la memoria del sindaco dovrà servire. 

Dopo la benedizione del feretro impartita dal vescovo a chiudere la cerimonia è stata la musica della Civica Filarmonica di Lugano e le ultime parole risuonate oggi a Cornaredo: “Che la terra le sia lieve, signor Sindaco”.