“Chi semina parole di odio, raccoglie atti di odio”. Parte la campagna in vista del 9 febbraio

“Chi semina parole di odio, raccoglie atti di odio”. Parte la campagna in vista del 9 febbraio

Gennaio 09, 2020 - 12:00
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Presentata oggi la campagna favorevole alla modifica di legge, in votazione il prossimo 9 febbraio, che vuole estendere anche alle discriminazioni a carattere omofobo quelle sanzionate dalla legge.

È stata presentata oggi a Bellinzona la campagna a favore della modifica del codice penale volta ad estendere anche alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale la legge che sanziona le discriminazioni basate su razza, etnia e religione (articolo 261bis del Codice penale e articolo 171c del Codice penale militare). La modifica, approvata dalle Camere federali nel dicembre del 2018, sarà in votazione il prossimo 9 di febbraio, in seguito al referendum lanciato fra gli altri dai Giovani Udc e dall’Unione democratica federale. 
 
Presenti alla conferenza stampa odierna la coordinatrice della campagna per la Svizzera Italiana Laura Riget, Joana Bienert, membro del coordinamento di “Imbarco Immediato” (associazione in difesa dei diritti delle persone Lgbt), il granconsilgiere Ppd Giorgio Fonio e Sarah Rusconi, portavoce di Amnesty Internationale per la Svizzera Italiana. 
 
Con la modifica di legge in votazione il prossimo 9 di febbraio, spiega la colazione “combatti l’odio - vota sì”, che raggruppa diversi partiti e associazioni, “in futuro attacchi basati sull’orientamento sessuale sarebbero vietati, esattamente come già avviene per le discriminazioni basate su motivi religiosi, razziali o culturali”.  Secondo la coalizione favorevole alla modifica di legge “è importante e urgente che le persone lesbiche, gay e bisessuali siano protette da appelli all’odio e discriminazioni”. 
 
Joana Bienert ha evidenziato come si possa osservare un aumento dei casi di offese pubbliche (specialmente sui social media) a carattere omofobo. Anche le aggressioni, in base ai casi di cui è venuta a conoscenza “Imbarco Immediato”, conoscono una maggiore diffusione, anche se in Ticino manca ancora una statistica ufficiale (a differenza di altri Cantoni). 
 
Il granconsigliere Giorgio Fonio ha evidenziato come “offendere, denigrare umiliare e insultare una persona solamente perché nutre affetto per un’altra persona del suo stesso sesso merita una condanna ferma da parte di una società avanzata come la nostra”. Il granconsigliere ha anche evidenziato come questa modifica non leda la libertà di espressione su temi come il matrimonio fra persone dello stesso sesso o le adozioni per coppie dello stesso sesso, ma semplicemente imponeva di esprimersi nel “rispetto degli altri”. 
 
La portavoce di Amnesty International Sarah Rusconi ha evidenziato come per quanto riguarda la protezione contro l’odio e la discriminazione di persone lesbiche e bisessuali la Svizzera rappresenti un caso isolato, dove a differenza dei Paesi a noi vicini non ci sono ancora leggi che tutelino da questo tipo di discriminazioni. Rusconi ha pure evidenziato come “contrariamente a quanto sostengano i contrari, questa modifica non è una limitazione della libertà d’espressione. Si vuole semplicemente garantire che le persone gay, lesbiche e bisessuali abbiano la stessa protezione giuridica delle persone, ad esempio, di fede ebraica o con un passato migratorio”. “Chi semina parole di odio raccoglie atti di odio, è questo che dobbiamo prevenire”, ha detto Rusconi.