“Giandollaro” non c’è più. L’ultimo “sostegno” a De Rosa

“Giandollaro” non c’è più. L’ultimo “sostegno” a De Rosa

Aprile 04, 2020 - 22:10

Quattro giorni fa, il primo aprile, è stata data la notizia della morte, dopo lunga malattia, dell'avvocato, nonché già consigliere nazionale pipidino, Gianfranco Cotti, soprannominato “Giandollaro”.

Esponente di punta dell'area più a destra del Ppd, frequentatore della ALS (Alleanza liberi svizzeri), Cotti è stato uno dei protagonisti della lotta, all'interno del Ppd, contro la svolta "progressista" di Fulvio Caccia &Co, che puntava a portare il Partito conservatore ad essere un partito di centro che guardasse alle istanze sociali e ambientali (tanto per parafrasare Alcide De Gasperi). 

Originario di Prato Sornico (come l'amica Carla Del Ponte), Gianfranco Cotti è stato consigliere comunale di Locarno dal 1956, per poi divenire municipale nel 1960. Nel 1979 riesce a farsi eleggere in Consiglio nazionale e nel 1980 lascia l'esecutivo della Città sul Verbano. In Consiglio nazionale vi rimarrà fino al 1993, lasciando il posto alla ciellina Mimi Bonetti-Lepori (che nel 1995 non riuscì a farsi rieleggere, facendosi battere dal "neofita" della politica Remigio Ratti). 

Ma uno non si aggiudica l'appellativo "Giandollaro" casualmente. Infatti Gianfranco Cotti è sempre stato un avvocato molto legato al mondo degli affari e soprattutto nel 1992 riesce ad assumere la carica di presidente del cda della Banca Popolare Svizzera, che da li a poco si fonderà con la terza banca svizzera più grande di allora, il Credito Svizzero, dove Cotti ricoprirà la carica di vicepresidente e di membro del cda fino al 1999. 

Tutti i media nei giorni scorsi hanno "dimenticato"  (in primis la Regione) di ricordare che "Giandollaro" è stato anche "l'uomo forte" nel consiglio d'amministrazione della galassia Fimo (fiduciaria di Chiasso sorta agli onori della cronaca nella prima metà degli anni ‘90 per le inchieste giornalistiche di Fusi e Gambino, nonché per le indagini del commissario di polizia più famoso del Ticino, "il commissario Tato", all'anagrafe Fausto Cattaneo, deceduto il 12 febbraio 2019). 

Nella galassia Fimo c'era anche una piccola banca, la Banca Alberis, poi divenuta Banca Adamas, e poi acquistata dalla Banca Popolare di Lodi dell'amico di Opus Dei Fiorani (che a metà anni 2000 ha avuto qualche serio problema con la giustizia italiana). 

Gianfranco Cotti è stato anche (anche questo dimenticato da tutti i media quattro giorni fa) in un certo senso un "talent scout", infatti con lui hanno collaborato, fra gli altri, l'ex municipale di Locarno Renza De Dea, ma soprattutto la socialista Patrizia Pesenti (che proprio nel suo studio legale muoverà i primi passi, per poi andare alla Magistratura dei minori, in Consiglio di Stato e in seguito ai vertici di uno dei due più grandi gruppi editoriali svizzeri, Ringier, e, guarda caso, nel cda di Credit Suisse).

Gianfranco Cotti non aveva perso lo spirito di “talent scout” e infatti quattordici mesi fa, l’11 gennaio del 2019, era apparso al primo aperitivo del candidato (che in quel momento nessuno pensava avesse chances) al Consiglio di Stato per il Ppd Raffaele De Rosa, dove, al Bar Lungo Lago di Locarno, c’era “Giandollaro”, con altri esponenti della destra Ppd, mischiati con “vecchie volpi” cristiano-sociali.

Ecco qui la fotogallery che avevamo pubblicato l'11 gennaio 2019.