“Il domani narrato dalle voci di oggi“ allo Spazio Ado

“Il domani narrato dalle voci di oggi“ allo Spazio Ado

Settembre 28, 2019 - 18:25
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Riceviamo e pubblichiamo.

Martedì 1 ottobre 2019 viene presentato alle 18:00 presso lo Spazio Ado di Lugano Besso il libro 
Future. Il domani narrato dalle voci di oggi, pubblicato dalla casa editrice effequ di Firenze.
Si tratta di una antologia di scritti di undici donne italiane afrodiscendenti, che raccontano con voci leggere e insieme dense di temi e significati il loro vivere una doppia appartenenza, quella del Paese di origine, in Africa, e quella del Paese dove oggi avanzano con sicurezza i loro passi.
L’esperienza della diaspora e della migrazione è troppo spesso veicolata da altri, che se ne impossessano senza averla vissuta. Qui parlano finalmente voci di donne che attraverso storie diverse propongono al lettore un nuovo immaginario, una lingua diversa, una ridiscussione di un senso di appartenenza messo in crisi da chiusure e rifiuti. Attraverso i loro scritti le scrittrici danno un senso e un significato alla militanza attiva per i diritti di chi non ha rappresentanza, di chi non appare, di chi fa i conti con una identità multipla e fluida che rivendica voce e riconoscimento. 
Due di queste scrittrici, Djarah Kan e Esperance Ripanti, parleranno di letterature, identità, inclusioni ed esclusioni con Paolo di Stefano, giornalista culturale del Corriere della Sera, Marina Carobbio Guscetti, presidente del Consiglio nazionale, e Chiara Orelli Vassere, direttrice di SOS Ticino.
 
Djarah Kan è nata in Italia da genitori ghanesi. Si è trasferita da bambina a Castelvolturno e ora studia Scienze Politiche Internazionali all’Università Orientale di Napoli. Ha un blog, Kasava Call, molto seguito e apprezzato, è autrice di cortometraggi e di diverse scritture, e canta in inglese e in napoletano da solista e con altri protagonisti della scena musicale partenopea. Un suo bel ritratto è su Elle del 24 gennaio 2019.
Esperance H. Ripanti è nata in Ruanda ed è cresciuta a Brescia. Dopo l’università di sociologia a Trento e un soggiorno a Bologna, frequenta digital reporting alla Scuola Holden di Torino. Scrive, ha un programma giornaliero a Radio Beckwith in cuiparla di libri e di attualità, fa parte del Comitato di Razzismo Brutta storia e di molte altre iniziative militanti. Un suo bel ritratto è uscito sul Foglio, per cura di Annalena Benini, l’11 marzo 2019(“Esperance, la donna dell’anno”).

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«L’esperienza migrante (sia di noi figli di migranti che dei migranti) era veicolata da altri che se ne impossessavano e la spogliavano di ogni significato militante. Certo ci sono stati libri scritti da italiani di generazioni sulle migrazioni eccellenti. Soprattutto di chi è stato sul campo. Penso al bellissimo Io sono Khaled di Francesca Mannocchi, a La legge del mare di Annalisa Camilli, al capolavoro di Francesca Melandri Sangue Giusto, che ha unito l’esperienza migratoria al colonialismo e agli spettri del fascismo, senza dimenticare il commovente Timira scritto da WuMing 2 insieme ad Antar Marincola».
«Chiunque abbia un figlio che frequenti una scuola pubblica vede con i propri occhi come bambini di ogni provenienza divengano giorno per giorno italiani: facendo propria la lingua delle parole, ma anche prendendo parte a quell’antico rapporto biunivoco per cui noi apparteniamo al suolo patrio, che a sua volta ci appartiene. Siamo tutti, da sempre, italiani per via di suolo e cultura».