Serve un patto per il traffico… satellitare


Serve un patto per il traffico… satellitare

Agosto 16, 2021 - 10:22

Nature lancia un monito sull’urgenza di una gestione internazionale del traffico nello spazio. Se governi e aziende non lavoreranno assieme si rischia una “collisione catastrofica”.

Il traffico della più caotica metropoli sulla Terra potrebbe presto diventare (o forse lo è già) ben poca cosa in confronto a quello che vola sulle nostre teste. Non gli aerei, ma ben più in alto: i satelliti. Ormai ci sono troppi oggetti in orbita intorno al nostro pianeta: 29mila, fra satelliti, detriti di razzi, e rottami vari, sono solo quelli che sono visibili dalla Terra, ma in totale, comprendendo i detriti più piccoli, siamo nell’ordine dei milioni. È ora di mettere un po’ di ordine. Né è convinto perlomeno un articolo pubblicato su Nature, che ritiene sia giunta l’ora di un patto internazionale per gestire il traffico spaziale in modo sostenibile. Il rischio di collisioni indesiderate, che potrebbero mettere fuori uso satelliti divenuti fondamentali per il funzionamento di molte tecnologie terrestri, dalla navigazione alle comunicazioni, è sempre più alto. Un primo passo sarebbe quello di rendere disponibile a tutti gli operatori satellitari l’ubicazione degli oggetti nello spazio. “Per evitare ulteriori danni è fondamentale che gli operatori satellitari dispongano di un elenco accurato e aggiornato di dove si trovano gli oggetti nello spazio”, si legge nell’editoriale. Il principale catalogo di oggetti nello spazio attualmente oggi è Space-Track.org dallo US Space Command (un ramo dell’esercito statunitense. Da questo mancano però i satelliti che alcuni Paesi, fra cui Stati Uniti, Russia, Cina, non hanno dichiarato pubblicamente. “Ciò di cui il mondo ha bisogno è un sistema unificato di gestione del traffico spaziale”, si legge. “In questo modo, le nazioni e le aziende spaziali potrebbero concordare di condividere più dati di tracciamento e cooperare per rendere lo spazio più sicuro. Questo potrebbe richiedere la creazione di un nuovo regime globale, come una convenzione internazionale, attraverso la quale organizzare regole e standard tecnici”. Per farlo però occorre superare la diffidenza reciproca fra Paesi, cosa che parrebbe non scontata. Il monito lanciato da Nature è però chiaro. “Se i governi e le aziende di tutto il mondo non intraprendono azioni urgenti per lavorare insieme per rendere lo spazio più sicuro, un giorno dovranno affrontare una collisione catastrofica che metterà fuori uso uno o più satelliti fondamentali per la loro sicurezza, benessere economico o entrambi. Lo spazio è un bene comune globale e una risorsa globale. Un'organizzazione globale responsabile e in grado di gestire il flusso del traffico spaziale è ormai un’urgenza”.