10 anni dalla morte di “Non so se mi spiego!”

10 anni dalla morte di “Non so se mi spiego!”

Dicembre 14, 2019 - 18:33
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“Non so se mi spiego! Comunicare, ma come?”, era il titolo di un libro sulla comunicazione di Dario Robbiani, scomparso, dieci anni fa, il 14 dicembre del 2009.  Il politico e giornalista ticinese ricoprì importanti ruoli, sia nell’ambito dei media che della politica federale. 
Qui il video di una delle sue ultime apparizioni pubbliche, tratto da uno speciale della RSI.

Il 14 dicembre 2009 moriva Dario Robbiani, importante politico e soprattutto giornalista. 
Robbiani è stato Consigliere nazionale, per il Partito Socialista Ticinese (PST), dal 1979 al 1987. Alle Camere federali ha ricoperto anche il ruolo di Capogruppo del Partito Socialista Svizzero (PSS), nonché di vicepresidente nazionale del PSS (i ticinesi che hanno ricoperto questa carica nel PSS fino ad oggi sono stati due: Dario Robbiani e Marina Carobbio). 
 
Non va dimenticato che ad oggi Robbiani è stato l'unico ticinese socialista a "rischiare" di diventare consigliere federale (per pochi voti l'ha battuto René Felber). 
 
In Ticino Robbiani ha ricoperto la carica di presidente del PST e dopo la scissione della CST (Comunità socialista ticinese), quest'ultima si è fusa con l'allora PSA (Partito socialista autonomo) per dar vita al Partito socialista unitario (PSU), di cui Robbiani ha ricoperto la carica di presidente (con vicepresidente Virginio Pedroni, segretario politico Werner Carobbio e vicesegretario Dario Ghisletta). 
 
Dal 1983 al 1993 è stato anche deputato in Gran Consiglio.
 
L'attività giornalistica di Robbiani, invece, è cominciata a Libera Stampa (con degli articoli per la pagina sportiva, in modo particolare amava seguire il basket). Nonostante Dario Robbiani è stato conosciuto come importante giornalista e comunicatore i suoi studi universitari furono in architettura a Vienna. Ma evidentemente non divenne un archistar, bensì giornalista. 
 
La consacrazione della sua carriera professionale, però, avvenne con la nomina di direttore del Telegiornale della Società svizzera di radiotelevisione (SSR). Da Zurigo sotto la sua direzione nel TG lavorarono brave giornaliste come Tiziana Mona.
 
Tornato in Ticino per dirigere il PST (e poi il PSU) Robbiani professionalmente si concentrò su due sue importanti imprese: Immes (Immagine e messaggio, una delle prime società in Ticino di consulenza in comunicazione) e la Polivideo (che negli anni '80 svolse un ruolo molto importante come fornitura di servizi per il nascente Canale 5 di Silvio Berlusconi. L'allora Festivalbar, ad esempio, era realizzato dalla Polivideo). Sono gli anni in cui Robbiani frequenta, assieme a Claudio Martelli, la casa di Bettino e della sua Anna Craxi.
 
Nel 1991, proprio durante la campagna per le elezioni federali, una frase pronunciata dall'allora candidato al Consiglio degli Stati per la Lega Giorgio Morniroli, in riferimento al Mattino della Domenica, mise nei "guai" Robbiani, visto che divenne palese il suo ruolo come consulente (e vera mente) dell'appena nato Mattino della Domenica. Questo fatto pregiudicò la permanenza di Dario Robbiani alla presidenza del PSU, obbligandolo a dimettersi (a succedergli è stato chiamato l'allora capogruppo in Gran Consiglio del PSU John Noseda).
Robbiani non si perse d'animo e nella primavera del 1992 da Via Monte Boglia (ma non dalla sede del Mattino della Domenica) diede vita all'estemporaneo progetto editoriale di "Buonasera", testata giornalistica che venne pubblicata per 10 numeri, in versione gratuita, al mercoledì sera (con il coinvolgimento per la pubblicità dell'importante Publigood). 
A distanza di pochi mesi dall'esperimento "Buonasera", per Robbiani arrivò un importante sfida professionale: affiancare Massimo Fichera (che proveniva dalla direzione di Rai 2) a dirigere la nuova televisione all-news europea che doveva controbilanciare, nel vecchio continente, l'americana Cnn. La nascente emittente, Euronews, obbligò Robbiani a trasferirsi a Lione (dove ha sede il quartier generale della televisione europea di sole notizie).
 
Dopo alcuni anni passati presso l'emittente lionese Robbiani accetta l'offerta del suo ex datore di lavoro SSR-SRG: dirigere il nuovo canale televisivo Svizzera 4, ma dopo poco tempo, per divergenze con l'editore, rassegnò le dimissioni (e a succedergli è stata chiamata Carla Ferrari e dopo poco tempo Svizzera 4 fu smembrata nel secondo canale, rispettivamente della TSI, della TSR e della SF).
 
Nell'autunno del 1998 Robbiani accettò di essere una delle "firme" del nascente "Il Caffè" (allora diretto da Giò Rezzonico) e, sei mesi dopo, come "rivincita", è stato il consulente in comunicazione e politica dell'outsider sulla lista per il Consiglio di Stato per il Ps Ticino, Patrizia Pesenti, che sorprendentemente ha battuto il candidato favorito John Noseda, che ha dovuto accontentarsi di una magra terza posizione, battuto dalla Pesenti, eletta, e pure da Christian Marazzi.