101esima assemblea della Camera di commercio: l'economia "tira", ma il "clima" è nero

101esima assemblea della Camera di commercio: l'economia "tira", ma il "clima" è nero

Ottobre 19, 2018 - 21:40
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Si teneva oggi la 101esima assemblea della Camera di commercio. A Locarno sono intervernuti il presidente Glauco Martinetti, il direttore Luca Albertoni, il consigliere di Stato Christian Vitta e il consigliere federale Ignazio Cassis.

C’è una certa insofferenza nel mondo imprenditoriale rispetto a un clima politico in cui, al di la dei fatti, si vede tutto nero. È stato questo uno dei “leitmotiv” di molti degli interventi che si sono susseguiti oggi al Palacinema di Locarno in occasione dell’Assemblea generale della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino(Cc-Ti): i dati economici indicano per la Svizzera, e anche per il Ticino, una situazione economica dinamica e prospera. Eppure a dirlo si rischia di essere contestati, se non peggio. È questo il clima lamentato, dal palco dell’assemblea, sia dal presidente della Cc-Ti Glauco Martinetti, che dal direttore della Cc-Ti Luca Albertoni e dal consigliere di Stato Christian Vitta. Non tanto a negare le problematiche, salariali in primis, ma occorre riportare il dibattito sui fatti e sui dati. E non fare di tutta l’erba un fascio, ha detto il presidente della Cc-Ti Glauco Martinetti, secondo cui le aziende non possono essere ritenute responsabili di tutte le problematiche sociali che si manifestano, come non si deve, perché alcune aziende violano le regole, considerare tutti gli imprenditori alla  stregua di biechi sfruttatori. “Sarebbe un po’ come considerare tutti i dipendenti disonesti perché alcuni approfittano dell’assicurazione malattia”, ha detto. “Incolpare le aziende di tutti i problemi equivale a non volerli affrontare realmente”.
Di dati, quelli che indicano come l’economia “tira”, ha parlato il direttore della Cc-Ti Luca Albertoni, proiettando sullo schermo cinematografico gli esiti di uno studio dell’istituto BAK, che indica, fra le 10 regioni con maggior potenziale economico, ben cinque svizzere, fra cui il Ticino. Del potenziale economico ha parlato anche il consigliere di Stato Christian Vitta.  “Da ormai qualche trimestre, il nostro Cantone sta infatti vivendo un positivo momento congiunturale”, ha detto, che si traduce (secondo le indagini curate dall’Ufficio di statistica) in dinamiche positive, dal settore bancario al commercio al dettaglio, passando per l’industria. Un segnale importante, che testimonia come il Ticino sia un luogo ideale per lo sviluppo e lo svolgimento di attività imprenditoriali”. Per contro “accanto a questo ipotetico gioco offensivo e costruttivo, vi è anche la necessità di agire con solidi schemi difensivi. Non bisogna, infatti, dimenticare che la situazione sul mercato del lavoro ticinese si può definire “ambivalente”. Una situazione che vede, ad esempio, una tendenza al ribasso della disoccupazione (sia secondo i dati SECO che ILO), ma anche pressioni – in particolare salariali – che vanno considerate con la massima attenzione”.
Sul tema di stretta attualità della partenza della Kering dal Ticino, tutti e tre nei loro interventi (e poi anche il consigliere federale Cassis), hanno biasimato quelli che si sono rallegrati per la notizia.
L’ospite più atteso dell’assemblea era però appunto il consigliere federale Ignazio Cassis. Intervistato da Albertoni il membro ticinese dell’esecutivo federale ha spaziato dall’economia, ai rapporti con l’Ue, all’incontro con il ministro degli esteri russo Dimitri Lavrov, ai rapporti con gli altri consiglieri federali. Per concludere Cassis ha lanciato un appello agli imprenditori, un consiglio su come rispondere al clima di sfiducia verso questo mondo che è presente (anche in Parlamento, ha detto il consigliere federale).”È nella competenza di ogni singola azienda influire su ciò”, agendo correttamente e diffondendo gli innumerevoli esempi virtuosi e di successo.