5G "No pasàran". L'altra faccia dell'onda verde

5G "No pasàran". L'altra faccia dell'onda verde

Ottobre 01, 2019 - 23:50
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Ieri sera a Giubiasco gli oppositori del 5G hanno organizzato una conferenza sugli effetti di questa nuova tecnologia. 

In tema di “onda verde”, oltre che all’attuale movimento per la salvaguardia del clima, c’è un altro movimento, attivo in molteplici paesi, che negli ultimi tempi ha conosciuto una forte crescita. Per quanto riguarda il tema del 5G (il nuovo standard di telefonia mobile, che dovrebbe aumentarne enormemente la capacità di trasmissione di dati) in Svizzera, esso si impose all’attenzione dell’opinione pubblica lo scorso aprile, con l’approvazione nel Canton Vaud (e in altri Cantoni romandi) di una moratoria che bloccava la costruzione di antenne (moratoria sostenuta dal Governo e poi dalla larga maggioranza del Gran Consiglio). Il Dipartimento del territorio e dell'ambiente vodese, diretto da Jacqueline De Quattro, voleva che l'Ufficio federale dell'ambiente presentasse il suo rapporto prima che vengano modificati i limiti per le radiazioni non ionizzanti (necessari per l’implementazione della rete). Proprio questo è il punto: ad oggi, anche basandosi su pareri scientifici, non è dato sapersi con esattezza quali conseguenze sulla salute abbia la radiazione causata da 5G.
Da lì a poco anche in Ticino è nato un gruppo che si oppone all’arrivo di questa tecnologia. Questa sera il Gruppo “Stop 5G” organizzava a Giubiasco una serata sul tema, dopo una serata analoga nel Mendrisiotto a giugno. A parlare di 5G c’era Wolfram Zolk, medico odontoriatra, critico sugli effetti del 5G, moderato da Valentin Bopp del gruppo Stop 5G.
Presenti all’appuntamento una cinquantina di persone, a testimonianza che l’argomento sicuramente suscita un certo interesse. Nel concreto Zolk ha esposto numerosi effetti negativi sulla salute causati dalla radiazione 5G, anche se, ha evidenziato, la maggioranza degli studi non ne ha trovati (ma, ha pure detto, la maggior parte degli studi ha indagato solo i possibili effetti tumorali). Più che la verità scientifica sul tema (che rimettiamo agli scienziati), è però interessante osservare come lo sviluppo della rete 5G ponga effettivamente un problema più filosofico: ovvero, vista la capillarità che questa rete dovrebbe raggiungere, sarà possibile sottrarsi a queste radiazioni? In altri termini, oggi sappiamo che determinati comportamenti o abitudini danneggiano la salute, ma sta al singolo decidere se è disposto ad accettare il rischio (e a pagare, ad esempio, una pesante tassa per l’acquisto di sigarette, e in futuro magari sulle bibite zuccherate) o meno. Insomma, il diritto di poter vivere una vita sana è oggi più o meno garantito (tralasciamo la questione di quanto ci costa e dell’inquinamento). Esiste anche un “diritto a non essere irradiati dal 5G”? La maggior parte delle persone presenti questa sera lo credono e si stanno organizzando. Verosimilmente, con l’implementazione di questa rete non sarà più possibile sottrarsene (ancor più, è stato detto, che con l’attuale standard 4G). La certezza di quali sono gli effetti per la salute del 5G l'avremo probabilmente solo fra qualche decennio e per gli oppositori non è tollerabile l'implementazione della rete prima che sia dimostrato che il 5G è innocuo.
Il neonato gruppo, oltre che nella divulgazione sul tema, alla raccolta di firme e alla mobilitazione è attivo anche sul fronte delle opposizioni, assistendo chi ha intenzione di inoltrare una procedura di opposizione alla costruzione di antenne. Insomma, la battaglia attorno al tema del 5G è appena iniziata.