60 all'ora in autostrada, il verdetto degli automobilisti

60 all'ora in autostrada, il verdetto degli automobilisti

Dicembre 06, 2018 - 14:07
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60 chilometri all'ora in autostrada. Agli automobilisti non piace, qualcuno lo reputa un "male necessario". Ma il vero problema sta in un'infrastruttura non adeguata.

60 chilometri all’ora in autostrada. Sul tratto di A2 che collega Lugano a Chiasso il deprimente numero sessanta circondato da un cerchio rosso si è già visto. Lo scorso luglio la polizia cantonale annunciava che era stata sperimentata con successo l’introduzione del limite di velocità a 60 chilometri orari sul tratto verso sud sulla tratta autostradale scenario quotidianamente di snervanti code e si attendeva il via libera dell’Ustra per l’applicazione definitiva della misura (già prevista in caso di lavori, ma questo è un altro discorso). Nel tratto fra Gentilino e Maroggia era previsto che negli orari di punta serali l’introduzione del limite fosse introdotto, con la motivazione che ad una velocità ridotta, un numero maggiore di veicoli può circolare sullo stesso tratto di strada aumentando la capacità di “smaltimento” della tratta. L’efficacia della misura all’occhio dello sfortunato automobilista non pare però significativa. Se i pareri sull’efficacia della misura non sono unanimi, sentendo i rappresentati della “parte lesa”, gli automobilisti, è evidente che la misura non piaccia, al limite è considerabile un palliativo inefficacie o un male necessario a seconda dei pareri.
È di questo parere il coordinatore del Fat, Fronte Automobilisti Ticino, (e coordinatore della Lega dei Ticinesi) Andrea Censi. “È unicamente un palliativo che fornisce una non-soluzione”, ci dichiara. “L'efficacia di introdurre i 60 km/h per rendere il traffico più fluido è tutta da dimostrare e non è una soluzione lungimirante nei confronti degli automobilisti. Le autostrade hanno uno scopo, che è quello di muoversi più celermente rispetto alle strade cantonali. Introducendo il 60 km/h si andrebbe a circolare addirittura ad una velocità inferiore alle strade cantonali. Non ha assolutamente senso”.
Più possibilista il portavoce del Tcs Svizzera Italiana Renato Gazzola. “È una misura che deve essere applicata come ultima ratio”.  “Trovo anch'io non normale viaggiare a 60 km/h sull’autostrada”, ci dice, “ma quando il traffico è troppo intenso è meglio andare più piano e almeno viaggiare, anche se più lentamente. La cosa più orrenda in autostrada è trovarsi del tutto fermi”.
Ben più drastico è il presidente dell’Unione automobilisti e motociclisti Rossano Guggiari, che si affida alla celebre definizione fantozziana sulla "Corazzata Potëmkin” (è una c… pazzesca!) per esprimere il suo disappunto. “Sono allibito, a questo punto tanto vale togliere le autostrade”, ci dice.  “Guardiamo l'esempio del tunnel del Gottardo: la velocità massima è 80 km/h, ma si viaggia a 60-70 km/h orari perché la gente non vuole incorrere nei controlli radar. Se mettiamo il limite a 60 km/h, la gente viaggerà a 50”.
Il problema però, concordano tutti, sta altrove. “L'Ustra e la Confederazione dovrebbero ristudiare il piano viario svizzero, che è fermo al palo da 30 anni. Basti pensare in Ticino alla terza corsia fra Lugano e Mendrisio. Una struttura che dovrebbe già essere pronta e invece dovremo attendere ancora decenni per vederla”, ci dice Censi. “L’A2-A13 sul Piano di Magadino, grazie al direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, ora è riuscita a ricevere i finanziamenti da parte della Confederazione. Ma questo non basta”, dice Censi. “La Confederazione dovrà investire molti milioni per rendere adeguata l'infrastruttura stradale a livello svizzero. Siamo stati sorpassati da tutti i Paesi europeri su questo fronte”.
“Le nostre autostrade, soprattuto in certi tratti, per quanto riguarda la Svizzera Interna, il tratto San Gallo-Berna e Losanna-Ginevra e in Ticino la Lugano-Chiasso, sono tratti sottodimensionati”, dice Gazzola. “Abbiamo un numero di autoveicoli decisamente superiore alla reale capienza di questi tratti di autostrada. Stiamo pagano periodo di alla guida del DATEC di Moritz Leuenberger. Per lquanto riguardail  progetto di portare a tre corsie l'autostrada dell'Altipaino i lavori solo iniziati solo con l'era di Doris Leutahrd”. In Ticino però il dito non è da puntare unicamente su Berna. “Se ad ogni progetto dell'Ustra si avviano ricorsi e movimenti di protesta è evidente che gli uffici federali abbassano la priorità degli incarti”, ci dichiara Gazzola. “Se non ci si rende conto dell'importanza e della necessità di queste opere e le si contesta è evidente che da Berna dicano: 'mettetevi prima d'accordo'. L'esempio più eclatante è quello del collegamento A2-A13 sul piano di Magadino”.
La questione infrastrutturale è anche per Guggiari un punto centrale. “In Italia, a Milano, stanno facendo la quinta corsia. Da noi la norma sono due corsie, la terza è già un lusso”.
La terza corsia, si sa, non piace però agli ambientalisti. Più corsie è uguale a più inquinamento? “Non si vuole vedere che l'inquinamento generale in Svizzera è dato dal traffico solo per il 40%”, spiega Guggiari. “Meno della metà dunque. In secondo luogo i veicoli a benzina inquinano intorno al 90% in meno di una macchina di 30 anni fa. Sono semmai di motori diesel creano problemi". E dunque “basterebbe imporre ai camion gli standard Euro 5, abbandonare le automobili diesel e aumentare le corsie, e il problema sarebbe risolto. In sostanza ci vuole più volontà politica, oltre che ovviamente i necessari finanziamenti”. Le soluzioni alternative di certo non mancano, secondo il presidente dell'Unione degli automobilisti e motociclisti. “Un sistema abbastanza semplice potrebbe essere applicato alle dogane, con una tassa, anche solo di un franco, per chi arriva in auto da solo. Dopo un mese penso che tutti i frontalieri e non viaggerebbero almeno in due in auto, dimezzando il traffico”.
Per quanto riguarda tutte queste soluzioni alternative, però non sembra muoversi molto. E nel frattempo giunge da Berna un'altra novità che rischia di scontentare gli automobilisti.  “Al Consiglio Nazionale si discute di aumentare ancora il prezzo della benzina”, fa notare Censi. “Gli automobilisti sono sempre più tassati, ma in contropartita non ricevono nulla, anzi, si abbassano ancora i limiti di velocità delle autostrade”.