Achtung Baby… anzi, “taglianastri” (e “Cara Mobiliare”)

Achtung Baby… anzi, “taglianastri” (e “Cara Mobiliare”)

Marzo 09, 2021 - 00:22
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C'è chi la prontezza ce l'ha solo nei ruoli che non gli competono. Intanto, Mizar, Ospedale Cantonale, Polo congressuale... Ma noi non siamo scemi (qualcun altro forse sì, o fa finta).

Un’ora e mezza dopo che i manifestanti hanno lasciato il piazzale della stazione (vedi qui) il sindaco di Lugano e il vice-sceriffo hanno già concluso indagine, processo e sentenza: “a giorni il rapporto sullo sgombero del Molino” (l’avevano già detto l’anno scorso, comunque).

Noi ci ricordavamo che l’ex giudice nella Lega è un altro (anche migliore come consigliere di Stato, a dire il vero, visto che in un anno ha evaso più dossier che nei 18 anni del “taglianastri”).

Ma d’altra parte dopo due legislature (una "lunga" e una “corta”) in cui il Municipio non ha tirato assieme nulla, impoverendo Lugano, che non è più la locomotiva del Cantone, grazie a una miopia politica (vedi: Polo congressuale; Mizar, approvato ultra velocemente dal Consiglio comunale su richiesta del Municipio per poi fallire miseramente; Ospedale unico cantonale, che si farà a Bellinzona; … ), bisogna buttare fumo negli occhi al potenziale elettorato.

Noi non siamo scemi. E infatti l’operazione “rom raus” del Mattino della Domenica non ci ha mai incantato (visto che serviva solo per buttare fumo negli occhi a quelli di “Bel Ticino” e a una sinistra “rincoglionita” che guardava la prima pagina del domenicale con titoli provocatori, e non vedeva che nello stesso periodo la Lega non lanciava referendum sul LAC. Perché quando un partito ha il guinzaglio a “Piazzale Milano”, alias quartiere Lambertenghi, non può lanciare referendum contro il monumento del Re). Non siamo scemi e ci permettiamo dunque di chiedere: i più di 700’000 franchi che ha incassato l’ex “taglianastri” per il sindacato in questi sette anni, qualora un tribunale accogliesse uno o più ricorsi presentanti sull’aeroporto, avrà la decenza di restituirli alla collettività? Sarebbe un atto dovuto. Se lui o mister “Cara Mobiliare” (che ha utilizzato come ufficio di collocamento quello, molto particolare, del Uomo del Monte, membro per più di un decennio del cda della Mobiliare) pensano di concludere questa campagna elettorale particolare con una guerra urbana con i molinari, beh, noi rispondiamo ispirandoci ad uno dei nostri filosofi preferiti, “Nano Zapata”: “Achtung!!!”

 

 

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Fra le condicio sine qua non proposte dal Consiglio federale per le riaperture vi è quella che l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva di pazienti covid non debba superare il 25%. Quando si è proceduto alle chiusure si diceva che esse erano necessarie altrimenti si sarebbe raggiunta la piena capienza.

L’impressione che emerge è che qualcuno a Berna (ma anche a Comano) si sia troppo innamorato del lockdown. Se le cure intense risulteranno sotto al 25% (insieme alle altre condizioni) quale altro criterio ci si inventerà per giustificare le chiusure? Vedremo. Magari il Parlamento ci sorprenderà positivamente e il problema non si porrà.