Ad ogni lavoratore il "suo" pensionato (da mantenere)

Ad ogni lavoratore il "suo" pensionato (da mantenere)

Luglio 14, 2020 - 17:29
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Stando ad un'analisi della Confartigianato in Italia a maggio il numero di pensionati ha superato quello delle persone occupate: 22,77 milioni di occupati (calati a causa del coronavirus) a fronte di più di 22,78 milioni di pensionati. Il problema è particolarmente presente nel Sud.

Un sorpasso che non può che destare una certa preoccupazione per chi deve “far quadrare i conti” del sistema pensionistico nella vicina Penisola. A maggio, in corrispondenza dell’aumento delle persone senza occupazione a causa dei lockdown per il virus, il numero di persone che beneficiano della pensione ha superato il numero di persone occupate. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia (Confartigianato) di Mestre, che indica che “con un notevole grado di certezza possiamo affermare che il numero delle pensioni erogate in Italia ha superato quello degli occupati”. “In virtù degli ultimi dati disponibili”, spiegano da Mestre, a maggio il numero di persone che avevano un impegno lavorativo sono scese a 22,77 milioni di unità. Già a gennaio 2019 il numero totale di pensioni erogate in Italia ammontava a 22,78 milioni di unità. A ciò si aggiunge il fatto che, spiega sempre l’Ufficio studi,  “se teniamo conto del normale flusso in uscita dal mercato del lavoro da parte di chi ha raggiunto il limite di età e dell'impulso dato dall'introduzione di "quota 100", successivamente all'1 gennaio dell'anno scorso il numero complessivo delle pensioni è aumentato almeno di 220 mila unità”.

Ciò come detto apre prospettive piuttosto preoccupanti sulla sostenibilità del sistema pensionistico ed economico. Con il covid si è avuto “un calo dei lavoratori attivi. Con più pensioni che impiegati, operai e autonomi, in futuro non sarà facile garantire la sostenibilità della spesa previdenziale che attualmente supera i 293 miliardi di euro all'anno, pari al 16,6 per cento del Pil”, spiega in una nota citata da Repubblica il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo. “Con culle vuote e un'età media della popolazione sempre più elevata, nei prossimi decenni avremo una società meno innovativa, meno dinamica e con un livello e una qualità dei consumi interni in costante diminuzione”.

Stando ai dati di Cgia vi è anche una forte differenza fra le regioni del Sud e del Nord Italia. Infatti al Sud sono solo tre Province (Teramo, Ragusa e Cagliari) che presentano un numero di occupati superiore ai pensionati. Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Molise, Abruzzo, Marche e Umbria presentano in complesso più pensionati che occupati. Invece hanno più occupati che pensionati Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Toscana. Solo la Liguria al nord ha più pensionati che occupati.