Addio al Maestro, Franco Battiato

Addio al Maestro, Franco Battiato

Maggio 18, 2021 - 11:26

Si è spento all’età di 76 anni il cantautore Franco Battiato, un genio difficile da inquadrare, che ha spaziato in diversi campi e generi.

Uno dei grandi della musica italiana, a giocarsi la “vetta” con pochi altri, ma oltre che cantautore anche regista, compositore, pittore e scopritore di talenti. Solo l’inizio della poliedricità di Franco Battiato, che ha spaziato fra generi musicali diversi, dal rock, alla classica, al pop, all’elettronica, ma ha saputo anche raccontare mondi diversi e lontani e pensieri eterodossi. Si è spento questa mattina all’età di 76 anni il Maestro, come era soprannominato Franco Battiato, dopo una lunga malattia.

Nato il 23 marzo del 1945 a Riposto, allora Ionia, in provincia di Catania, il cantautore siciliano è il padre celebri brani quali “L’Era del Cinghiale Bianco”, “Bandiera Bianca”, “Cuccurucucu”, “Centro di Gravità permane”, “La Cura”, “Up Patriots to Arms”, “Voglio vederti danzare”, “Prospettiva Nevski” … . Già negli anni ’60 inizia a dedicarsi alla musica, a Milano, dove incontra fra gli altri un altro “mostro sacro”, Giorgio Gaber. Sarà lui ad aiutarlo a firmare il primo contratto. Dopo un esordio prima con la canzone di protesta e poi con un pop romantico, senza riscuotere particolare successo, decide di sperimentare, fra elettronica, rock e classica, in album come “Fetus” e “Pollution”, nei primi anni ’70. La consacrazione arriva però con un ritorno a una musica, se definibile, a cavallo fra pop e rock, con varie influenze, di grande raffinatezza. Sul finire degli anni ’70 esce  “L’era del cinghiale bianco” e poi nell’81 esce il suo disco di maggior successo, ritenuto ancora il suo migliore lavoro da molti: “La voce del padrone” (eguagliato forse solo da “Gommalacca” del 1998). La sua variegatissima produzione continua per molti decenni, sino a pochi anni fa. Nel 2019 esce “Torneremo ancora” realizzato con la Royal Philharmonic Orchestra di Londra. Battiato è stato anche un scopritore di talenti, uno su tutti Alice, che portò alla vittoria a San Remo con la sua “Per Elisa”. Battiato ha pure avuto una breve parentesi quale assessore regionale al turismo di Crocetta in Sicilia. Finì in polemica, dopo che disse che in parlamento c’erano delle “troie”. Intendeva metaforicamente, ma l’uscita venne interpretata come sessista.

Battiato più di tutti si è interessato nelle sue canzoni ai temi della filosofia, del misticismo, della religione. Come ricorda il Fatto Quotidiano (il direttore del Fatto Marco Travaglio difese sempre e condivise l’uscita di Battiato sulle “troie”), il filosofo armeno Georges Ivanovič Gurdjieff fu grande fonte di ispirazione per i testi di Battiato, uno su tutti “Centro di gravità permanente”. “Da solo con un’esperienza da autodidatta avevo scoperto quella che in Occidente, si chiama meditazione trascendentale, ma nel pensiero di Gurdjieff vidi disegnato perfettamente un sistema che già avevo intuito e frequentato”, disse Battiato in proposito. “Esistono tante vie, esiste Santa Teresa e San Francesco; quella di Gurdjieff mi era molto congeniale. Una specie di sufismo applicato all’Occidente, all’interno di una società consumistica”. La musica e non solo perde uno degli artisti e delle menti più libere e originali di sempre.