Aeroporto di Lugano: "gli hangar ora sono responsabilità dei privati"

Aeroporto di Lugano: "gli hangar ora sono responsabilità dei privati"

Giugno 15, 2020 - 17:23
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A differenza dei crediti sulla ricapitalizzazione, che avrebbero dovuto essere votati lo scorso 26 aprile, due anni or sono erano stati approvati senza referendum i 6 milioni per la costruzione degli hangar necessari all’aeroporto di Lugano, ma ora il credito è decaduto. Spetterebbe dunque ai privati investire nelle strutture necessarie all'aeroporto, perlomeno stando al parere dei socialisti che abbiamo interpellato...

Correva il maggio del 2018 e Lugano Airport Sa poteva festeggiare una piccola vittoria: il consiglio comunale di Lugano aveva approvato i 6 milioni di credito per la costruzione degli hangar necessari all'aeroporto e la sinistra aveva deciso di non lanciare referendum, in attesa della "battaglia finale" sui crediti per la ricapitalizzazione (che già allora si sapeva sarebbero stati necessari per la sopravvivenza di Lasa). Due anni sono trascorsi e di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Come noto i crediti per la ricapitalizzazione sono stati votati sia dal Gran Consiglio che dal Consiglio comunale di Lugano, ma su entrambi è stato lanciato referendum. Si sarebbe dovuto votare il 26 aprile, ma il coronavirus lo ha impedito. Il 24 aprile veniva annunciato che LASA sarebbe andata in liquidazione (senza passare dal Consiglio comunale, avvalendosi dello Stato di necessità ancora vigente). 

Per quanto riguarda i suddetti hangar nel frattempo non sono stati realizzati, a causa del ricorso di un privato e secondo lo stesso dispositivo votato allora dal Consiglio comunale i crediti per gli hangar decadono.

Resta comunque il problema che questi hangar sono necessari a garantire l’adeguata redditività dell’aeroporto, affittandoli per fare spazio agli aerei dei clienti, e senza di essi la possibilità di far quadrare i conti, per la futura società privata che dovrebbe gestire lo scalo, sarebbero molto limitate.

Come ci ha dichiarato la capogruppo in Consiglio comunale del Ps Simona Buri, i socialisti escludono la possbilità di avallare un aiuto ai privati, sotto la forma di un investimento a carico della Città in questi hangar e si presume che la stessa cosa valga per gli altri esponenti del fronte che aveva indetto referendum sui crediti (anzi, Mps e Verdi hanno una posizione addirittura più critica di quella dei socialisti, che in sostanza dicevano “basta soldi pubblici” all’aeroporto, e ne contestano addirittura l’esistenza, vedi qui).

Dovrebbe dunque essere la futura cordata di investitori privati a investire nelle strutture dello scalo, cosa che, secondo Martino Rossi, già capogruppo Ps in Consiglio comunale, sarebbero anche disposti a fare. ”Non è assolutamente più giustificato che sia il Comune a investire i sei milioni necessari per costruire degli hangar. La scelta era già discutibile a suo tempo, ma allora aveva una sua logica: il Comune investiva, la Lugano Airport SA incassava gli affitti e riduceva il suo disavanzo cronico e di conseguenza la sua richiesta periodica di ricapitalizzazione pagata dalla Città stessa”, ci dichiara.

Per il futuro dell’aeroporto gli hangar servono però, e potrebbero essere gli stessi privati, attualmente in trattativa con la Città a farsi carico dell’investimento. "Ora l'idea è quella di trasferire la gestione dell'aeroporto ad una società esclusivamente privata, la quale per far quadrare i suoi conti ha certamente bisogno di hangar da affittare ai clienti per i loro aerei", prosegue Rossi, . Dunque “è la società stessa che deve anticipare il costo dell’investimento, cosa che mi risulta sia concorde a fare”.  Ciò coinciderebbe al modello previsto nello studio elaborato dal Centro di competenze dell’aviazione civile dell’Università di San Gallo, spiega Rossi. “Erano previsti 17 milioni di investimenti indispensabili per modernizzare l’aeroporto, anche per aumentare l'offerta di hangar. Si diceva chiaramente che questi 17 milioni sarebbero stati a carico della nuova SA, che assume costi, rischi ed eventuali profitti”, conclude Rossi.

Vedremo se prossimamente emergerà qualche informazione in merito alla trattativa della Città con i privati.

 

 

 

 

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