Aeroporto Lugano-Agno. Voli di linea, capitolo chiuso?

Aeroporto Lugano-Agno. Voli di linea, capitolo chiuso?

Ottobre 01, 2019 - 18:13
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Voli di linea fermi a Lugano-Agno. I "passeggeri", rappresentati da Romano, ci sperano ancora e vogliono tutelare l'importante struttura. Sul campo però vi anche l'ipotesi di concentrarsi sull'aviazione privata. 

Il Ticino non ha più voli di linea. Con il fallimento di Adria è emersa ieri la conferma che i voli fra Lugano e Zurigo-Kloten non riprenderanno. Swiss, che aveva affidato la gestione della linea alla compagnia slovena, si è pure chiamata fuori dai giochi, indicando in un treno diretto con l'aeroporto di Kloten la soluzione che sta perseguendo. Nessuna ripresa dei voli tramite Suisse all'orizzonte, dunque.
"Una bruttissima notizia", ci commenta Marco Romano, presidente dell'Aspasi (Associazione passeggeri aerei svizzera italiana) e consigliere nazionale Ppd. "Swiss oggi non è più svizzera (è della tedesca Lufthansa, ndr), ma esiste ancora anche perché c'è stata la giusta attenzione da parte della Confederazione per le difficoltà che ha vissuto a suo tempo. È una razione deludente".
Per lo scalo luganese si chiude dunque un'ennesimo funesto capitolo per quanto riguarda i voli di linea: dopo il fallimento di Darwin e quello di Skywork. Romano si dice tuttavia convinto che in Ticino vi sia una domanda in grado di supportare la presenza di voli di linea ad Agno. "In Ticino abbiamo visto che quando c'era un offerta buona con prezzi concorrenziali c'erano più di 150'000 persone che utilizzavano il volo, fino a qualche anno fa, per recarsi a Ginevra e Zurigo". Per Romano dunque "non è un problema di domanda, ma di offerta". Dunque, prosegue Romano, "come Aspasi non possiamo che sperare che l'aeroporto trovi una compagnia, dimenticandosi totalmente Swiss e il gruppo Lufthansa, cercando un'altra soluzione sul mercato. Una soluzione che arriverà molto probabilmente da fuori dalla Svizzera”. Motivo per cui “bisognerà chiedere all'Ufficio federale un'eccezione. L'eccezione è però prevista dalla legge e di fronte a questo scenario non c'è a mio avviso un elemento per non concederla".
Ma quanto potrà resistere questa potenziale domanda, di fronte ad una situazione in cui la certezza di prendere il volo da Agno non è garantita? "Oggi i passeggeri devono cercare un'alternativa: Malpensa, soprattutto per le lunghe tratte, e il treno per le altre", ci dice Romano. "Ora questo pubblico vedrà la sconvenienza di viaggiare in treno (l'impossibilità di andare per una sola giornata a Ginevra) e rispettivamente i problemi che Malpensa presenta (non è l'aeroporto più affidabile di questo mondo). Dovesse rigenerarsi un'offerta interessante ad Agno confido che una parte di domanda potrebbe tornare. È chiaro però che più passa il tempo più è difficile". Nel mentre l'Aspasi, che rappresenta appunto una domanda che non ha più un offerta in Ticino, si riorienterà pure su altre soluzioni (il treno?), visto che di passeggeri aerei (per i voli di linea) la Svizzera italiana oggi non ne ha più?
"Assolutamente no", dice Romano. "Difendiamo la struttura dell'aeroporto, i suoi dipendenti e le aziende legate all'aeroporto. Continueremo a dire che una struttura dell'aeroporto è importante. Oggi non c'è una visione maggioritaria per eliminare la struttura. Chi vorrebbe eliminarla continua a litigare su cosa vuole fare in seguito. Io non voglio vedere un terreno recintato dove non si muove nulla per 40 anni e alcune centinaia di famiglie senza posti di lavoro".
Per Roberto Sanvido, di Lugano, invece la soluzione è un'altra, ovvero "privatizzare tutto". "Nel 1999 con la Sea (Società esercizi aereoportuali, che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate, ndr) c'era già una linea di un accorto per far diventare Lugano la base per tutta l'aviazione privata del Nord Italia", ci dice Sanvido. L'aviazione generale dunque potrebbe avere un futuro. Con i voli di linea, viceversa, si è capito che non si va da nessuna parte... .