All’Eventica “l’uregiatt” ricorda il radicale Alfredo Giovannini

All’Eventica “l’uregiatt” ricorda il radicale Alfredo Giovannini

Settembre 28, 2019 - 22:50
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Convention liberale questa sera alla sala Eventica di Castione. Sul palco, salutati da fuochi d'artificio, i candidati al Nazionale, e l'aspirante senatore Giovanni Merlini. Ma spazio anche al consigliere agli Stati Ppd Filippo Lombardi, che ha "sedotto" il pubblico con "La riscossa"...

Week end di appuntamenti elettorali. Ieri, venerdì, si è tenuta la festa cantonale del Ps Ticino in quel di Gordola, stasera, si è tenuta alla sala Eventica di Castione la festa del Plr, domani il pranzo della Lega a Lugano, al Padiglione Conza, e castagnata della SOLL (Società operai liberali di Lugano) a Pregassona, e in serata, alla Casa del Popolo, la festa del Ps di Bellinzona, dove, ricordiamolo, i socialisti hanno il sindaco.
D'altronde le schede elettorali sono arrivate e siamo al rush finale. In queste tre settimane che ci separano dal 20 ottobre, candidati e partiti faranno di tutto per aggiudicarsi i voti dei cittadini.
La “convention” di questa sera dei liberali a Castione, ha dato la possibilità a tutti gli otto candidati al Consiglio nazionale di presentarsi e di rispondere a delle domande del “presentatore” Dario Simoni, già consigliere comunale a Giubiasco, nonché dirigente di banca, che con il suo look sgargiante formulava domande (a volte anche un po' ridicole) ai candidati. Alex Farinelli probabilmente è stato il più applaudito, Marco Bertoli ha sorpreso positivamente il pubblico (anche perché ha arginato le domande), mentre la quasi consigliera nazionale di Stabio, Natalia Ferrara (ex Micocci, così si era presentata quattro anni fa per la corsa al Consiglio di Stato, quando ha dovuto accontentarsi di un deludente terzo posto) si è fatta introdurre niente poco di meno che da una canzone del “demoproletario” e militante dell'estrema sinistra Giorgio Gaber. E la canzone è la conosciutissima “La Libertà”, pubblicata dal grande Gaber nel disco “Dialogo fra un impegnato e un non so” del 1972, che segna per il cantautore milanese la svolta artistica verso testi molto più politicizzati di quelli precedentemente cantati, come “Barbera e Champagne”. La canzone nel disco sopracitato sta nello stesso disco de “L'ingranaggio”, capolavoro di Gaber sull'alienazione della società moderna, in cui si può notare la contaminazione sia dei documentari di Pier Paolo Pasolini, sia dei trattati sociologici di Mario Tronti (ma forse per la candidata di Stabio, vista la sua grande ambizione, sarebbe stata maggiormente appropriata la canzone "Il pelo"). Gaber con “La Libertà” (che “è partecipazione”) ha voluto fare un inno alla “sovversione” del potere borghese, un inno per i movimenti dell'estrema sinistra di quegli anni. Dubitiamo che l'ex procuratrice pubblica sposi realmente il significato della canzone di Gaber. D'altra parte a Berna, i commentatori svizzero-tedeschi definiscono il Plr “forza borghese”. Ma l'abbondanza di rosso, come colore, che la candidata di Stabio utilizza in questa campagna elettorale serve soprattutto per presentarsi all'elettorato radicale, anche se pochi mesi fa la stessa scrisse sui social media “Laura chi?”, riferendosi a Laura Sadis, che si era permessa di dire che riteneva opportuna la presenza di un socialista in Governo.
Ma il clou della serata era sicuramente il discorso del candidato unico del Plr al Consiglio degli Stati Giovanni Merlini, che ha tenuto la parola sul palco più di chiunque altro, per spiegare le ragioni che giustificano e legittimano la presenza di un esponente liberale radicale al Senato. Merlini, neanche tanto velatamente, ha criticato le due principali banche svizzere, Ubs e Credit Suisse, per non aver difeso il segreto bancario, mentre a difendere quest'ultimo sono rimasti soltanto il Plr, qualche pipidino e le piccole banche.
La “straordinarietà” della serata comunque è stata quella di vedere per la prima volta un’esponente del Ppd (già partito conservatore) salire sul palco di una convention liberale. Infatti a parlare per ultimo è stato chiamato Filippo Lombardi, il candidato al Consiglio degli Stati del Ppd, che dallo scorso secolo, ossia dal 1999, siede al Senato (e pensare che nel ‘99 il Ppd doveva candidare agli Stati l’esponente di Comunione e Liberazione Mimi Bonetti-Lepori, che rinunciando alla corsa fece “traslocare” l’ex direttore del GdP, Giornale del Popolo, dalla lista per il Consiglio nazionale a quella per il Consiglio degli Stati). Il “Pippo cantonale” ha “sedotto” il pubblico liberale, inizialmente, intonando “La riscossa” (canzone popolare molto cara ai liberali radicali) e poi ha proseguito nella sua arte di “seduzione” con il suo discorso (qui il discorso integrale) in cui ad un certo punto, in modo commosso, ha citato, come grande amico della sua famiglia, il “mitico” sindaco di Biasca Alfredo Giovannini (una delle figure più importanti dei radicali ticinesi del secolo scorso, nonché “mentore” di un ex radicale, ora approdato ad alte formazioni politiche: Jacques Ducry).
Lombardi nonostante il ricordo di una personalità come Alfredo Giovannini, nel suo discorso la parola radicale non è mai riuscito a pronunciarla, coniando invece la definizione di “liberali democratici”, forse immaginando una futura fusione fra il Plr e il Ppd.
La convention liberale è proseguita poi in musica e in atmosfera di festa. I candidati hanno avuto modo di poter parlare con il pubblico seduto ai tavoli, con un Farinelli che è stato il più "corteggiato" dai presenti per avere una foto con lui.