Allarmi covid, aspettando la tripletta...

Allarmi covid, aspettando la tripletta...

Ottobre 28, 2020 - 14:07
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Mercoledì 28 ottobre. Oggi compie gli anni il miliardario Bill Gates, fondatore della Microsoft, per svarianti anni l’uomo più ricco al mondo. Di questi tempi Bill Gates, che compie oggi 65 anni, deve invece fare i conti con le “accuse”, mosse da alcuni sostenitori di curiose teorie che gli attribuiscono a vario titolo la colpa del coronavirus. Sicuramente non perderà il sonno a causa dei “cospirazionisti”.

È più allarmante la situazione sul fronte covid, anche al di là della mera questione sanitaria. Negli scorsi giorni abbiamo assistito a un susseguirsi di comunicazioni e conferenze delle autorità, alcune che francamente ci si poteva risparmiare.

Siamo partiti lunedì, in Ticino, con la conferenza stampa del Consiglio di Stato, in cui, sapendo che oggi si esprimerà il Consiglio federale, si sono presentate alcue misure che di fatto cambiano poco l’attuale situazione. Ieri, abbiamo ascoltato le previsioni allarmistiche della task force di esperti nazionale sul covid, che stima che fra 15 giorni finiscano i posti letto se non si agisce.

Come si leggeva fra le righe delle dichiarazioni degli “scienziati”, i toni duri delle messaggio lanciato ieri, ci sembrano dovuti più al fatto che la popolazione non sta più seguendo con sufficiente rigore le disposizioni per frenare il contagio. Spaventare per riportare a più miti consigli la popolazione, in questo periodo un po’ indisciplinata (comprensibilmente, visto che è più di mezzo anno che è in un “semi-lockdown”)? Forse non è il migliore dei modi per far passare un messaggio di responsabilità nelle persone. Anche perché, negli ultimi mesi, l’arco temporale previsto per la crisi del covid si è spostato dai mesi agli anni. Il vaccino (che stando alle dichiarazioni più ottimistiche della scorsa primavera ora dovrebbero essere pronto) non è ancora arrivato e probabilmente non risolverà completamente il problema. Dunque, per i prossimi mesi, forse anni, andremo avanti a conferenze stampa e allarmi quotidiani? 

Attendiamo cosa ci dirà oggi il Consiglio federale…