Amalia Mirante si ritira e scende in campo il Pst?

Amalia Mirante si ritira e scende in campo il Pst?

Novembre 30, 2015 - 20:00
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Quali conseguenze per la BSI dall'arresto di Esteves? Amalia MIrante sembra voler rinunciare alla presidenza del PS, al congesso di Manno ci sarà una sfida fra Storni e Corti?

L'arresto di Esteves, ceo di BTG Pactual, istituto di credito brasiliano, che conseguenze avrà su Bsi, banca controllata dalla banca brasiliana? Difficile a dirlo.
Quello che è certo è che vi sarà un danno di immagine per la banca luganese, che viene associata, a prescindere dalla propria volontà, all'istituto brasiliano.

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Il vicepresidente della sezione Ps di Lugano, Carlo Zoppi, non sarà fra i papabili che il 23 gennaio si contenderanno la presidenza cantonale del partito. Per il giovane Zoppi ora è importante concentrarsi su Lugano e sulle prossime elezioni comunali, visto che quasi sicuramente lo vedranno in lista per il Municipio, favorendo una sua possibile entrata in Consiglio comunale.

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Amalia Mirante, altra papabile alla successione di Carlo Lepori alla guida del Ps Ticino, sembrerebbe orientata a non candidarsi, preferendo concentrarsi sulla sua attività di economista. Molti socialisti hanno creduto che una sua possibile elezione al vertice del partito potesse essere un elemento di "rottura" con il passato e che potesse essere la persona giusta per rilanciare in modo un po' innovativo il Ps Ticino, che a furia di perdere un po' di voti ad ogni elezione, ora vede in pericolo la riconferma del proprio seggio in Governo.

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Allo stato attuale l'unico candidato ufficiale alla presidenza del Ps Ticino è Claudio Corti, ex funzionario FFS in pensione, che ha avanzato la sua candidatura all'ultimo comitato cantonale di qualche settimana fa. Corti, sconosciuto ai media, è anche poco conosciuto all'interno del partito, visto che da 20 anni non svolge più attività politica.
Sarebbe un po' il colmo che il 23 gennaio al congresso del Ps Ticino a Manno, il candidato unico alla presidenza fosse un iscritto che pochi conoscono.
Sarà per questo che dal Mendrisiotto, sembrerebbe che alcuni socialisti (capitanati da Modenato) stiano raccogliendo firme per promuovere la candidatura di Bruno Storni, municipale di Gordola e grande vincitore delle ultime elezioni federali, dove a sorpresa ha battuto Raoul Ghisletta piazzandosi secondo dietro a Marina Carobbio.
Storni alla presidenza del Ps Ticino sarebbe la rottura di un tabù. Infatti il municipale di Gordola proviene dal Pst di Bervini e da quando è nato, ossia il 1992, nel nuovo Ps Ticino, tutti i presidenti provenivano dal Psa. John Noseda (1992-1996), Anna Biscossa (1996-2004), Manuele Bertoli (2004-2012), Saverio Lurati (2012-2015), e a interim Carlo Lepori non sono stati dei membri del vecchio Pst e in un modo o nell'altro gravitavano attorno al Psa.
Storni invece ha un percorso politico diverso. Non è mai stato un "nostalgico" del Pst, la sua ascesa politica è più dovuta alla sua militanza nei gruppi ambientalisti (come l'Ata) che al suo vecchio partito.
Non solo. Per molti versi Bruno Storni assomiglia ad Andreas Gross, figura storica del GSsE, gruppo per una Svizzera senza esercito, che è sempre stato un "radicale" sui temi pacifisti e ultra moderato su quelli economici, ponendosi alla destra di un seppur moderato Renzo Ambrosetti, quando quest'ultimo guidava la Flmo. Anche Storni è molto radicale sui temi ambientalisti, ma molto più moderato su quelli economici. Diciamo che un Ps Ticino guidato da lui non si straccerebbe le vesti per combattere l'estensione degli orari di apertura dei negozi.
Ora se il congresso di Manno del 23 gennaio vedesse sfidare per la presidenza uno Storni contro un Corti è chiaro già fin d'ora chi vincerebbe.