Amanda Rückert - digitalizzazione e tecnologia: il futuro va affrontato senza paura

Amanda Rückert - digitalizzazione e tecnologia: il futuro va affrontato senza paura

Febbraio 16, 2019 - 13:56
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La nostra è un’epoca di rapidi e importanti mutamenti in ambito tecnologico. Riuscire a restare aggiornati con il progresso, coglierne rischi ed opportunità, cercando di limitare i primi e di valorizzare le seconde è una delle sfide più rilevanti che il mondo moderno è chiamato ad affrontare. La digitalizzazione pervade sempre di più ogni ambiente della nostra vita, consente progresso e offre innumerevoli opportunità, può migliorare la qualità di vita ed è alla base di sviluppo e progresso in numerosi settori: dall’economia, alla scienza, dalla medicina al mondo dei trasporti e delle comunicazioni.

La digitalizzazione e con essa nuove tecnologie e intelligenza artificiale hanno un impatto rilevante anche sul mondo del lavoro. Consentono di migliorare i processi e di essere più efficienti, ma pongono anche la necessità di riflettere sul rischio di perdita di posti di lavoro, in seguito all’automazione delle operazioni. È un tema che preoccupa da tempo: può la macchina sostituire il lavoro dell’uomo e rendere superflua l’attività di quest’ultimo?

Oggi abbiamo a che fare con casse automatizzate, sportelli elettronici, auto che guidano da sole e con robot che presentano il telegiornale.  Possono spaventare i risultati di uno studio elaborato negli scorsi mesi dalla società di consulenza McKinsey, secondo il quale nei prossimi 12 anni in Svizzera spariranno quasi un milione di posti di lavoro a causa della digitalizzazione, soprattutto nel commercio al dettaglio nell’industria e nel ramo finanziario. Secondo il medesimo studio però, ne possono essere creati altrettanti proprio grazie al progresso tecnologico, se si sarà in grado di reagire, cogliere opportunità e creare le condizioni quadro idonee a livello formativo, infrastrutturale e legale.

Prima si lavava a mano, poi sono arrivate le lavatrici, si doveva andare ad uno sportello postale per il pagamento fatture, da qualche anno si possono fare tranquillamente dal divano tramite e-banking e fino a qualche anno fa era impensabile acquistare merce online dall’altra parte del mondo era impensabile. Il progresso tecnologico è quindi iniziato già decenni fa ed è legato ad una costante: alcune professioni scompaiono, mentre ne sorgono di nuove. Da un lato esso ha ridimensionato il ruolo di determinate figure professionali, ma ha anche permesso lo sviluppo di innumerevoli nuove opportunità. La tecnologia in ambito medico e scientifico consente un costante aggiornamento di nuove professioni legate alla ricerca, di curare malattie un tempo incurabili, di ricostruire organi e arti, di studiare e capire il corpo umano e la natura.

Ma penso anche concretamente ai posti di lavoro creati in Svizzera dalla svolta digitale: un Paese povero di risorse naturali, da qualche anno privato del segreto bancario e quindi di uno dei settori che ha garantito ricchezza e benessere negli scorsi decenni, deve cercare di sfruttare al meglio il potenziale offerto dalla rivoluzione digitale.  Penso per esempio ai 5000 dipendenti di Google a Zurigo, oppure ai 500 posti di lavoro della Noser Group Innovation, che ha filiali in tutto il mondo e a tutte le aziende che potranno trovare sede nel nostro Paese se vi verranno poste le condizioni quadro ottimali.

Fondamentale è non lasciarsi spaventare dalla tecnologia, ma riuscire a coglierne sfide e opportunità. Il Ticino deve fare la sua parte per non restare una zavorra retrograda: altrimenti, mentre noi staremo qui ancora a preoccuparci esclusivamente dei posti di lavoro occupati da stranieri, dei capannoni industriali e delle perdite di aree verdi (ampliamente ricompensate) a favore dello sviluppo di nuovi comparti tecnologici, quando ci sveglieremo dal nostro torpore sarà troppo tardi , poiché il futuro sarà andato ad insediarsi altrove.

E anche lo Stato in questo senso gioca un ruolo fondamentale: creare le condizioni quadro per permettere l’insediamento di aziende ad alto valore aggiunto, portare le opportunità della digitalizzazione all’interno dell’amministrazione cantonale per migliorare i flussi di lavoro e ridurre la burocrazia, ridefinire l’offerta formativa alle competenze richieste dall’economia digitale in modo da rendere reperibili sul mercato del lavoro locale le competenze con le qualifiche necessarie, aggiornare il quadro legislativo alle esigenze di un mondo più performante, investire direttamente in tecnologie – come ad esempio nella fibra ottica e nel 5G: creare insomma le situazioni affinché imprese e cittadini possano trarre vantaggio dalla digitalizzazione e non mettere troppi paletti, legati spesso alla paura dell’ignoto. Il futuro va affrontato senza timore, o resteremo fermi al palo a guardare il mondo da un oblò.

Amanda Rückert
Deputata lega dei Ticinesi in Gran Consiglio
Candidata numero 46, Lista 14