Analisi del voto delle comunali. Tre grandi vincitori

Analisi del voto delle comunali. Tre grandi vincitori

Aprile 20, 2021 - 02:50
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Come in ogni elezione ci sono vincitori e perdenti. Da Locarno, a Lugano, fino a Mendrisio, cosa ci dicono i risultati delle elezioni comunali (per quanto riguarda i Municipi).

Ebbene, dopo i primi spogli di domenica e lunedì, ci sono alcuni vincitori e alcuni perdenti.

Noi davamo il granconsigliere liberaleradicale Nicola Pini leggermente in vantaggio sul municipale di Locarno Simone Merlini, anche se parlando con 3 granconsiglieri ci rendevamo conto che tutti davano Merlini come favorito.

Infatti abbiamo sbagliato. Nicola Pini non è solo riuscito ad entrare nel Municipio di Locarno, ma è pure riuscito a battere il "navigato" Giovannacci, piazzandosi non terzo (come noi prevedevamo), bensì secondo, subito dietro al Sindaco liberale Alain Scherrer (e davanti a Giovannacci, che se pur rieletto ha dovuto lasciare la seconda posizione all'ex candidato al Consiglio di Stato del 2015).

Pini che è più radicale che liberale è riuscito in un'impresa che nessuno era riuscito a prevedere. Sarà lui il prossimo sindaco di Locarno, quando Scherrer andrà a dirigere la SES, Società Elettrica Sopracenerina. E Locarno dopo un trentennio avrà di nuovo un sindaco radicale, dopo il sindacato di Diego Scacchi.

Nicola Pini è uno (dei tre) grandi vincitori di questa tornata elettorale e noi abbiamo sbagliato a sottovalutarlo.

 

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Dopo Valeria Galli e Giovanna Masoni, Karin Valenzano Rossi è la terza municipale liberale di Lugano (e quinta se si tengono conto anche le socialiste Nicoletta Mariolini e Cristina Zanini Barzaghi). Non siamo dei fan di Valenzano, ma sapevamo molto bene, che se il PLR avesse mantenuto i 2 seggi, l'avrebbe fatto con una donna. E visto che l'altra candidata al Municipio per il Plr, Giovanna Viscardi, di fatto non ha fatto una vera campagna elettorale, per Valenzano c'è stata la strada spianata verso Palazzo Civico. La pupilla del municipale uscente liberale Michele Bertini ha vinto con i voti interni al partito, infatti nel panachage Fabio Schnellmann la batte, ma ha preso 700 voti in meno all'interno del partito. Dunque a far eleggere la Valenzano sono stati i grandi "notabili" del partito, come Pelli, Cavadini, Pessina, Benicchio, Mazzoleni, Martinenghi, Gehri, ecc.

Ora lei, che a Teleticino ha già detto che non è una priorità per il suo partito avere il vicesindaco (silurando di fatto il povero Badaracco, arrivato primo nella lista del Plr per il Municipio), farà due anni a Palazzo Civico, preparandosi a scalare il Consiglio di Stato nel 2023. Sempre che non si candidi la capogruppo in Gran Consiglio Alessandra Gianella.

 

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Tutti dicevano (anche noi) che il liberale Fabio Schnellmann sarebbe stato fortemente sostenuto dalla Lega. E invece i leghisti sono scesi in campo in soccorso del municipale uscente Roberto Badaracco, che ha nettamente distanziato Schnellmann nelle preferenze leghiste. Chi è andato male dei liberali nel voto leghista di panachage è Giovanna Viscardi, che è stata battuta pure da Nacaroglu (che il Mattino a più riprese ha attaccato). La Viscardi si è fatta battere, nel voto di panachage dei leghisti, pure dalla socialista Cristina Zanini Barzaghi. Infatti il Mattino della domenica negli ultimi 4 mesi non ha mai pubblicato un articolo critico nei confronti della municipale socialista. Adesso potranno riprendere a criticarla, tanto le elezioni sono finite (e per la Zanini Barzaghi questa dovrebbe essere l'ultima legislatura in Municipio).

 

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Con l'elezione del pipidino Filippo Lombardi e della liberale Valenzano il "partito Fidinam" ha mostrato che conta ancora molto sulle rive del Ceresio.

Lombardi ha anche dimostrato che le voci insistenti che davano il Ppd diviso sul suo nome, non erano fondate (nel voto interno ha stravinto).

 

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Altro grande vincitore (il secondo dopo Pini) di queste elezioni è Pierluigi Zanchi, ex verde ora indipendente (da sempre molto ben voluto da questa testata). Nelle settimane scorse abbiamo sentito emeriti esponenti liberali, socialisti e verdi e tutti concordavano che avrebbe vinto l'ex liberale, ora verde, Antunovic (che due anni fa si era profilato con atti in Consiglio comunale per vietare il fumo nei parchi di Locarno, proposta che noi aberriamo). Tutti ci dicevano che Zanchi era "isolato", che nessuno lo "sopportava" più. E invece l'elettorato di Locarno l'ha premiato. Pierluigi ha un lungo trascorso nei Verdi Ticino (è stato pure co-coordinatore cantonale), si è impegnato per l'iniziativa del "reddito incondizionato", ed è stato uno dei cofondatori della "Conprobio". Il 18 aprile 2021 è stato ricompensato di tutto il lavoro fatto dal 1990 ad oggi. E pensare che non voleva ricandidarsi, dopo la bocciatura del suo ricorso al Tribunale Federale contro il rinvio delle elezioni. Per fortuna si è candidato e adesso potrà essere il primo (e finora unico) municipale verde in una grande città ticinese. Buzzi e Bourgoin dovranno tenerne in conto, quando allestiranno la lista per il Consiglio di Stato nel 2023.

 

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Negli altri grandi centri urbani del cantone i Verdi non entrano negli esecutivi. A Lugano (dove noi davamo Nicola Shönenberger eletto, sbagliando), a Mendrisio i due granconsiglieri verdi Crivelli Barella e Stephani e a Bellinzona Marco Noi (che si è fatto pure battere dall'emmepiessino Matteo Pronzini) i verdi non sono riusciti ad entrare in Municipio.

A Mendrisio e Lugano, dove i Verdi correvano con il Ps Ticino, non hanno né raddoppiato né battuto i candidati socialisti (da tenere presente che Francoise Gehring a Mendrisio è entrata in Municipio da pochi mesi, dunque per Crivelli Barella era più facile batterla. Ma così non è stato).

I risultati delle elezioni federali del 2019 ci mostrano come sia a Mendrisio che a Lugano, Verdi più socialisti avessero in mano il raddoppio (lo dicono i numeri). Dunque non si è convinto, vuoi per poca campagna elettorale, vuoi per la scelta dei candidati.

A ripensarci, forse era opportuno che Greta Gysin nel 2019, dopo l'elezione al Consiglio Nazionale, spostasse il suo domicilio a Lugano.... . Quello che è certo adesso, è che la scalata al Consiglio di Stato si fa più in salita. Una cosa è fare una lista per il Governo cantonale con la consigliera nazionale e un municipale di Bellinzona (Marco Noi), una municipale di Mendrisio (Claudio Crivelli Barella) e un municipale di Lugano (Nicola Schönenberger), un'altra cosa è fare una lista con Greta Gysin e qualche consigliere comunale d'accompagnamento! Alla fine i Verdi faranno la lista per il Consiglio di Stato con i socialisti e il duello sarà fra la consigliera nazionale verde contro Amalia Mirante (e semmai Nancy Lunghi, che comunque non avrà nessuna chances di prendere il posto di Bertoli).

 

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Le candidate verdi al Municipio di Lugano Deborah Meili e Marisa Mengotti come hanno fatto a battere la presidente del comitato cantonale Ps Ticino Mattea David (tanto appoggiata sia da Cristina Zanini Barzaghi, che da Marina Carobbio) e un esponente di primo piano del Psa come Aurelio Sargenti? Questa è una domanda non secondaria per capire le dinamiche a sinistra. Vedremo con i dati del Consiglio comunale se il trend è confermato. E se così fosse, una risposta bisognerà trovarla.

 

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Il terzo grande vincitore di questa tornata elettorale (dopo Nicola Pini e Pierluigi Zanchi) è il Plr di Mendrisio. Anzi è il principale vincitore. Mai nella storia il Plr ha avuto 3 municipali a Mendrisio (che solo dopo le aggregazioni sono passati da 5 municipali a 7) e il "Magnifico Borgo" da sempre località di processioni pasquali e roccaforte del Ppd, oggi si ritrova con una maggioranza nell'esecutivo targata Plr. Merito della locale sezione, merito del sindaco liberalradicale Samuele Cavadini (uno degli ultimi radicali di peso, con un profilo ambientalista, tanto che nel comitato cantonale del Plr a Rivera di qualche anno fa si schierò contro il raddoppio del Gottardo) e merito anche della "spin doctor" Katya Cometta, che da tre anni registra solo vittorie come "spin doctor"( merita la "palma" come migliore "spin doctor" del cantone 2018, 2019, 2021. Invece a Mendrisio, un altro "spin doctor", Marco Battaglia, non è riuscito nemmeno a farsi eleggere in Consiglio comunale).

Il Plr vince bene e avanza dove le competenze politiche ci sono e la "spocchia" liberaleradicale viene messa da parte. Poi gioco di squadra, che non vuol dire "omologazione senza ali", bensì avere un Cavadini che erode voti al Ps e ai Verdi e un Cerruti che erode voti a destra (dal Ppd e dalla Lega). D'altronde questa dinamica è stata applicata anche a Locarno nel Plr, dove Nicola Pini guardava a sinistra e Simone Merlini a destra. Risultato: complessivamente i liberaliradicali hanno fatto un buon risultato.