Anche la merda può farci pensare

Anche la merda può farci pensare

Febbraio 06, 2021 - 09:18
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Il 6 febbraio 1963, a soli 29 anni, morì l’artista l’italiano Piero Manzoni. Caratterizzato da uno stile radicale, Manzoni realizzò molte opere provocatorie: Fiato d’artista, palloncini gonfiati dallo stesso Manzoni, sigillati e poi fissati su una base di legno; Consumazione dell’arte dinamica del pubblico – divorare l’arte, ovvero uova sode firmate con l’impronta dell’artista e mangiate dal pubblico; Base magica, un piedistallo firmato da Manzoni che trasforma in opera d’arte ogni persona disposta a salirvici. L’opera più nota di Manzoni, però, è Merda d’artista: 90 barattoli di latta, sui quali è esposta la scritta “Merda d’artista. Contenuto netto gr. 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata nel maggio 1961”.

Se nelle scatolette ci siano realmente le feci di Manzoni, non è dato a sapersi. La cosa importante nella più conosciuta opera dell’artista milanese – e più in generale nella filosofia artistica di Manzoni - non è il contenuto, bensì il concetto dell’opera. La Merda d’artista, infatti, apre la strada a più interpretazioni. Quella di Manzoni è probabilmente un’opera ironica, con la quale si è mostrato che l’artista affermato possa proporre con successo qualsiasi cosa.

In occasione dell’anniversario della scomparsa di Manzoni, in questa puntata di Amarcord vi proponiamo una conferenza di Flaminio Gualdoni (critico e docente di storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano), tenuta al Palazzo Ducale di Genova. Protagonisti della conferenza (che entra nel vivo al minuto 9:50), ovviamente, sono Piero Manzoni, la sua vita e le sue opere.

 

TM