Andrea Genola - "Anche io ero in piazza a Bellinzona il 28 agosto..."

Andrea Genola - "Anche io ero in piazza a Bellinzona il 28 agosto..."

Settembre 03, 2021 - 15:47
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Riceviamo e pubblichiamo. Lettera aperta d Andrea Genola allegata alla petizione "“Chi sono i responsabili che hanno ignorato le indicazioni del piano pandemia del 2006 atte a limitare i danni” (vedi qui). 

Lettera aperta allegata alla petizione  “Chi sono i responsabili che hanno ignorato le indicazioni del piano pandemia del 2006 atte a limitare i danni” del 02,09,2021.

Dott. Merlani non è l’unico.

Dottor Merlani, anche io ero in piazza a Bellinzona il 28 agosto. Se apriva la finestra del suo ufficio oltre a vederci ci sentiva. Io ci sono andato perché ho ritenuto che, essendoci meno persone che alla StraLugano, il rischio di infettarmi era inferiore. Inoltre ho pensato. Se devo espormi al rischio d’infettarmi, preferisco farlo per ascoltare chi parla di Costituzione, di libertà fondamentali e di salute, piuttosto che per applaudire dei bravi corridori. Ho visto il suo post dove riteneva stupida la mia scelta di ascoltare non solo la sua opinione. Inoltre per l’ennesima volta dalle “istituzioni” mi sono visto additare come un’irresponsabile, che non si rende conto che c’è un problema. Ebbene mi preme rassicurarla che io, come son certo le circa 1000 persone presenti, eravamo lì al posto di trascorrere il sabato con un’attività di svago, proprio perché siamo molto consapevoli che ci sia non un problema, ma moltissimi problemi gravi. Problemi come quello sanitario, con strutture inadeguate ad affrontare una pandemia, nonostante lo si sapesse già nel 2006 (come scritto da Ignazio Cassis e Co.). Ora ci sono anche problemi sociali, economici, istituzionali e di Stato di diritto. Stato che oggigiorno promuove e/o genera indirettamente e/o direttamente tensioni sociali e discriminazione. Le persone in piazza forse hanno una sensibilità diversa da quella dominante, ma è comunque lecita. Le spiego, io e molti di loro siamo più spaventati dalle vostre azioni e dal vivere male, che dalla possibilità dell’un percento di morire di COVID al posto del 99% di morire per un altro motivo. Insomma siamo persone consapevoli che la morte a d’esempio ti può prendere prima di avere corso la maratona di New York, prima di avere detto addio ai tuoi cari, prima di aver vissuto amori emozioni ecc. Per questo riteniamo la qualità di vita e il tempo prezioso e non sacrificabile agli esperimenti di disorientati presunti specialisti. Comunque indipendentemente dalle opinioni, per morire si trova sempre il tempo, per vivere no. La giovinetta e la nonna quel giorno hanno espresso bene, il desiderio, il diritto e la voglia di tornare a vivere serenamente liberi. Per questo a mio avviso il suo post., oltretutto vista la sua funzione era inappropriato, anche se in favore della responsabilità. Tuttavia il suo intervento un effetto positivo lo ha prodotto, oltre al farmi decidere di iscrivermi all'associazione Amici della Costituzione, mi ha motivato a inoltrare una petizione urgente al Gran Consiglio ticinese proprio sulla millantata responsabilità. Considerando che le misure COVID sono sempre state motivate dal non oberare gli ospedali, ma visti i morti e le devastanti conseguenze socioeconomiche che le misure hanno prodotto ritengo opportuno sapere “Chi sono i responsabili che hanno ignorato le indicazioni del piano pandemia del 2006 atte a limitare i danni”. Io ritengo importante sapere chi sono i responsabili per almeno allontanarli da incarichi pubblici e se del caso trascinarli in tribunale. La petizione la inoltro anche perché (le assicuro moltissimi la pensano come me, però per paura o per opportunismo preferiscono tacere). Inoltre ne ho piene le scatole di passare per un irresponsabile solo perché esercito un mio legale diritto. Oltretutto dopo avere rispettato tutto quello che in parte arbitrariamente mi avete imposto. Dopo che mi avete portato via i risparmi, parte della mia vita e la più bella gioventù dei miei figli. La legge sulle epidemie, LEp del 2012 all’articolo 22 vi permette di rendere obbligatorio un vaccino. Se non lo avete reso obbligatorio, o è perché non vi è un’evidenza scientifica a sostegno dell’obbligo, oppure non volete assumervi la responsabilità dell’obbligo. In qualsiasi caso è lapalissiano che se non è obbligatorio è lecito e legale non sottoporsi al vaccino. Dunque smettetela di tacciare di irresponsabili chi rispetta la legge. Anche perché la Costituzione tutela i diritti fondamentali, e ha degli obbiettivi civici e sociali, come la dignità umana, l’uguaglianza giuridica, la protezione dall’arbitrio, il diritto alla vita e alla libertà, la protezione dei fanciulli e degli adolescenti, l’aiuto in situazione di bisogno, la libertà di credo e di coscienza, la libertà d’opinione e d’informazione, eccetera, tutte cose da voi, messe in discussione, sospese o “violate”. Ora per costringere la popolazione a vaccinarsi al posto di assumervi la responsabilità dell’obbligo, solo ai non vaccinati volete limitargli maggiormente la libertà di movimento ed economica. Li volete caricare di oneri finanziari supplementari arbitrari, li additate quali colpevoli di ogni male e di avere la responsabilità della VOSTRA decisione di decretare un nuovo lockdown. In sintesi credo si possa ravvisare li lecito esercizio della coazione, della discriminazione, dell’emarginazione, dell’esposizione al pubblico ludibrio, oltre al fomentare rabbia e odio nei confronti di una categoria di persone che ha la sola colpa di esercitare un suo diritto. Intendiamoci inoltro la petizione non perché mi aspetto dalla politica qualcosa, oltre a vessazioni e ritorsioni. Si figuri che aspetto ancora che mi restituiscano almeno una parte dei soldi che mi hanno sottratto con l’incostituzionale legge LIA (come oltretutto hanno votato di rendermi il 6,novembre del 2018). Lo faccio solo perché così negli archivi ticinese resterà traccia di una realtà differente da quella da voi raccontata. Perché se il presente da onore e autorevolezza all’assunzione di una carica, la storia li lascia solo a chi li ha meritati nell’assolverla. Purtroppo non ho più tempo per dilungarmi oltre perché devo lavorare anche il sabato, e senza percepire straordinari, lo devo fare per recuperare quanto mi avete fatto perdere con il lockdown. Infatti non essendo una  società editrice giornalistica o una società sportiva d’élite io non ho ricevuto regali. Anzi, come titolare che ha lavorato al 50% per evadere almeno il carico di burocrazia statale inutile, lo Stato ha ritenuto che non avessi diritto a nulla. Per contro invece ha ritenuto gli impiegati statali in lockdown non dovessero perdere un franco, a differenza di tutti gli altri e anche di chi alla fine del mese ci arriva a stento. Tuttavia e nonostante le vostre decisioni, con i miei soldi e non con quelli del contribuente, ho pagato al 100% i miei stupendi dipendenti (come hanno fatto molti altri artigiani). Per questo non ricoprendo nessun incarico pubblico e per i motivi sopra esposti, mi sento in diritto anch’io di salutarla simpaticamente, però con l’inchino di Bertoldo.

(P.S. dal punto di vista sanitario a causa della vostra propaganda e informazione incompleta e fumosa, non so se essere più preoccupato per coloro che si vaccinano o per quelli che non lo fanno.)

Genola Andrea Astano