Andrea Genola: "I papà di quindicina"

Andrea Genola: "I papà di quindicina"

Agosto 23, 2020 - 18:10
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Riceviamo e pubblichiamo. Opinione di Andrea Genola

Che bello fare i papà per due settimane quando i pargoli solo dormono, mangiano e ... Più difficile è farlo dopo, quando, il trastullarli non gli basta più e bisognerebbe dar loro l’esempio. Come pretendere solo ciò che si può pagare e si è disposti a pagare. Perché i quindici giorni di congedo pagato ai neo papà, non sono un contributo alla famiglia, ma un costo per i restanti anni della sua esistenza. Un costo, che fa lievitare i prezzi in Svizzera, inducendoci ad acquistare, ingaggiare artigiani,  assumere personale e ristorarci all’estero a prezzi più bassi. Comunque c’è da scommetterci, in quei fondamentali quindici giorni, tra il tifare allo stadio, i giri in bici, gli sport vari e gli impegni di ogni sorta, i neo papà un attimo per l’infante lo troveranno. Perché intendiamoci,  oggi, non è più importante quanto tempo passiamo con i figli, ma la qualità del tempo passato con loro. E la qualità si paga, meglio se col denaro pubblico, anche perché il contribuente non si ricorda che è il suo.