Andrea Genola: "Nel 2006 previsti 320 morti senza mascherine"

Andrea Genola: "Nel 2006 previsti 320 morti senza mascherine"

Agosto 05, 2020 - 20:12
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Riceviamo e pubblichiamo. Opinione di Andrea Genola

519 medici ora invitano a introdurre l’obbligo dell’uso delle mascherine. In questa occasione spiegano che servono a proteggere gli altri dalle nostre goccioline. Da pecora nera, e/o da cittadino che pur non essendo specialista o medico, per il momento ha ancora il diritto d’opinione, mi chiedo. Perché allora il tampone me lo infilano nel naso per molti centimetri al posto di farmelo leccare? Ma la vera domanda è, quanti di questi 519 medici hanno letto il RAPPORTO URGENTE SUL PIANO DI PANDEMIA CANTONALE del settembre 2006? Me lo chiedo perché il rapporto (Analisi del problema e proposta di soluzioni per la pianificazione strategica e operativa di un piano atto a limitare l'impatto di una pandemia d'influenza in Ticino) è parecchio preciso. Così invece di scrivere ora (con un numero di casi irrilevante poche ospedalizzazioni e nessuna morte) lo avrebbero scritto prima, che le mascherine sono necessarie. Così chi di dovere ne avrebbe comprate a sufficienza già nel 2006 in modo da evitare forse i contagi. O almeno evitando la figuraccia del servono solo se ci sono, ma non quella di stoccarle in cantina ad ammuffire rendendole dannose. Inoltre nel rapporto a pagina 4 si legge …per il Ticino, nel peggiore degli scenari ipotizzati, l'impatto di una pandemia è stimato in 80'000 malati, di cui 2'000 dovranno essere ospedalizzati, mentre 320 perderanno la vita. Queste cifre superano ampiamente le capacità del sistema sanitario cantonale, e nella sua attuale organizzazione, il sistema non è in grado di far fronte a un evento simile... Una domanda sorge spontanea, uno studio lo si paga ma non lo si legge, o se lo si legge lo si ritiene inutile? Perché di appelli sui giornali, ad adeguare il sistema sanitario a questa evenienza da parte di questi solerti medici, dal 2006 ad oggi, non ne ho mai letti. Eppure vi è scritto che 2000 ospedalizzazioni avrebbero mandato in tilt il sistema, andato poi in crisi nel 2020 con la metà delle ospedalizzazioni (non imploso grazie al sacrificio del singolo operatore). Mentre altri avevano letti liberi, tanto da mandarli in crisi economica costringendoli addirittura a chiedere il lavoro ridotto. Inoltre nel 2006 si prevedevano 320 morti che a fine giugno 2020 sono purtroppo 350. Dunque i casi sono due: o le 350 vittime non si potevano evitare, ma comunque si è spinto il paese nella peggiore situazione del dopoguerra. Oppure dal 2006 ad oggi non si è trovato il tempo o la voglia per evitarle, adeguando la sanità alla pandemia precisamente prevista. Per questo nella mia semplicità, mi sembra che le mascherine servano più a coprire la vergogna, che a preservarci dalla malattia, che, parola di specialisti, ora prendiamo in famiglia. Oppure servono a mantenere alta la tensione per giustificare la sospensione della democrazia, della libertà, insomma la sospensione dello Stato di diritto con lo Stato d’emergenza. Se così fosse, allora la malattia non è il peggiore dei mali. Anche perché dividendo i numeri dei contagi con le ospedalizzazioni, ogni giorno che passa il Covid-19 si dimostra sempre meno pericoloso.

 

Genola Andrea