Angelo Petralli torna in lista. "Mi ha convinto Filippo". Sul futuro di Lugano: "turismo e investimenti"

Angelo Petralli torna in lista. "Mi ha convinto Filippo". Sul futuro di Lugano: "turismo e investimenti"

Gennaio 21, 2021 - 14:57
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L’ex presidente della sezione Ppd di Lugano Angelo Petralli intende ripresentarsi alle elezioni comunali del prossimo 18 aprile come candidato al Consiglio comunale. Petralli si era dimesso lo scorso anno dalla presidenza della sezione Ppd della Città sul Ceresio, a pochi mesi dalle elezioni comunali, mentre fervevano i preparativi per la lista da presentare per il Municipio, una lista che Petralli voleva "il più forte possibile” (fra i nomi che andarono davanti all’assemblea proposti dalla Commissione Cerca non vi era quello della granconsigliera Nadia Ghisolfi. Ghisolfi venne poi reinserita in lista dall’assemblea, ma a farne le spese fu un altro “nome forte”, quello di Sara Beretta Piccoli, esclusa dalla lista). Petralli per le elezioni poi annullate dello scorso aprile non figurava fra i candidati. Ora ha cambiato idea…

Angelo Petralli, lei aveva deciso di non ricandidarsi per il Consiglio comunale.  Ora, come anticipato da Ticinotoday ieri (vedi qui), invece figura sulle liste del Ppd di Lugano per il Legislativo. Cosa le ha fatto cambiare idea?

È stata prevalentemente una discussione che abbiamo fatto io e Filippo Lombardi. Fino a questo martedì per dirla tutta ero più propenso a non candidarmi, ma Lombardi mi ha convinto, con il suo carisma e la sua voglia di aggregare persone.

 

Lei la scorsa primavera, ancora da presidente del Ppd di Lugano, vedeva di buon occhio la possibilità di una candidatura di Lombardi in lista. Poi allora non se ne fece niente. La sua presenza in lista è dunque legata a quella di Lombardi?

Il mio obbiettivo la scorsa primavera era quello di fare una lista il più forte possibile per riuscire ad avere un buon risultato al Municipio, che sappiamo che si proietta anche sul risultato in Consiglio comunale, e grazie a questo mantenere le nostre posizioni. Ora la Commissione cerca e l'Ufficio presidenziale hanno chiesto a Filippo Lombardi la disponibilità a candidarsi, che lui ha dato. Credo che ora vi sia la possibilità di mantenere le nostre posizioni e se Lombardi riuscisse ad essere eletto fra quattro anni potremo anche puntare a crescere in termini di consiglieri comunali. 

 

Quello di Lombardi è senza ombra di dubbio un nome forte. Ciò però vuol dire che la corsa per eleggere il prossimo municipale del Ppd a Lugano è chiusa in partenza?

Tutti credevano che Filippo Lombardi sarebbe riuscito ad essere rieletto senza problemi in Consiglio degli Stati. Sappiamo quali sono stati i risultati. Non è detto che perché abbiamo in lista Filippo Lombardi il nostro seggio è assicurato e non è detto che chi è in lista con lui non possa avere l'ambizione di superarlo. Ognuno deve fare il proprio gioco, giocando per il bene del Ppd, ma anche per il proprio risultato personale. 

 

Lombardi è pure il presidente dell'Hockey Club Ambrì Piotta. Crede che questo sia uno svantaggio elettoralmente nella Città della squadra rivale per antonomasia?

Certo, è la rivale per antonomasia. Ma io stesso, che tifo Ambrì, in Consiglio comunale ho votato a favore dei crediti riguardanti l’Hockey Club Lugano, come del Football Club Lugano e dei Ticino Rockets. Ognuno a livello sportivo può fare le proprie scelte, ma non bisogna essere fanatici. La priorità va data al bene del Comune di Lugano e al suo futuro. Un futuro che peraltro, dopo questa emergenza sanitaria, si prospetta abbastanza catastrofico. Penso alla situazione economica, in particolare del turismo. Nei prossimi anni dovremo "pedalare" per riportare Lugano ad essere la Città turistica che merita, per creare indotto economico e posti di lavoro. 

 

Secondo lei quali saranno i punti e i settori determinati nella prossima legislatura?

Per il rilancio economico di Lugano e la creazione di posti di lavoro uno dei settori determinanti a mio avviso sarà come detto quello del turismo. Un turismo che funziona apporta un indotto non indifferente, non solo a Lugano, ma a tutta la regione e addirittura al Cantone. 

Un altro punto è sicuramente quello degli investimenti. Se l'economia va bene il Comune può anche permettersi di "sonnecchiare" un po'. In questa situazione economia che non gira l'Ente pubblico e Comuni devono investire maggiormente e creare lavoro per i domiciliati e la propria popolazione. 

 

Le finanze di Lugano presentano però già oggi un debito importante, intorno al miliardo. Quali sono i margini di manovra?

Il debito è sicuramente importante, ma oggi questa discussione va messa un po' da parte. Senza voler ipotecare il futuro della Città, si deve fare una riflessione che vada verso il rilancio dell'economia. Uno dei punti è il PSE (Polo sportivo e degli eventi), che voteremo in Consiglio comunale entro marzo. Questo sicuramente aiuterà l'economia, sia l'edilizia, ma anche anche il turismo. Inoltre bisogna riuscire a concretizzare i progetti al Campo Marzio (Polo congressuale, ndr). Sappiamo che il settore dei congressi è fondamentale per l'economia e per l'apporto di persone che spendono i loro soldi a Lugano. Vi è poi il progetto all'ex Macello. Questi sono secondo me gli obiettivi da sviluppare nei prossimi anni come Città.

 

Lugano ha veramente le risorse per portare a temine tutti e tre i progetti?

Oggi sembra che si riesca a lavorare abbastanza bene con il modello del partenariato pubblico-privato, come nel caso del PSE. È emerso che vi sono privati, provenienti anche da Oltralpe, interessati a investire a Lugano. In precedenza ero un po' scettico, ma oggi ci credo e penso che riusciremo, con questo modello, a realizzare nei prossimi anche il progetto del Campo Marzio. 

 

Nel 2013 lei inaspettatamente ha vinto l’assemblea per la nomina a nuovo presidente sezionale del Ppd di Lugano (contro il candidato Angelo Bernasconi, dato da tutti come favorito, visto che era sostenuto da importanti esponenti dell’establishment pipidino di Lugano). Il Ppd di Lugano in quella primavera usciva da una campagna elettorale, quella del 2013, per nulla brillante in termini di risultati elettorali. Quell'elezione segnò l’avanzata della Lega, che si aggiudicò il sindacato, mentre il Ppd si posizionò come quarto partito della Città, alle spalle di Lega, Plr e Ps.
Oggi il Ppd si trova in una situazione per certi versi simile, con il rischio di perdere il seggio in Municipio. Lei aveva conquistato l’assemblea del 2013 grazie ad un'idea di rilancio del suo partito. Cosa è mancato a questo rilancio?

La situazioni in cui ci siamo trovati nel 2013 presupponeva un lavoro di progressiva costruzione. Il primo passo che andava fatto era riuscire a rallentare l'emorragia che stavamo vivendo. Questo penso di poter dire che si è riusciti a farlo, aumentando l'interesse dei nostri aderenti verso il partito. Le ultime assemblee fatte dal Ppd di Lugano hanno avuto una grande partecipazione dei nostri membri, dove prima c'era invece un sentimento di distacco dal partito. Molta gente è ritornata. Tant'è che cinque anni fa siamo stati l'unico partito a presentare una lista completa di 60 candidati al Consiglio comunale e anche oggi abbiamo una lista abbastanza completa. Ciò vuol dire che l'interesse dei nostri membri è ritornato. 

Il secondo obiettivo era quello di mantenere i nostri numeri in Municipio e in Consiglio comunale. Fino ad ora ce l'abbiamo fatta. Proprio qui, lo scorso anno, si è inserito il discorso della necessità di una lista forte che io volevo. Per vari motivi e scelte all'interno del partito, così non è stato, e io ho deciso di fare un passo indietro e far andare avanti gli altri. Con il tempo credo che avrei potuto raggiungere tutti gli obbiettivi che mi ero posto, ma ora tocca a qualcun altro valutare come continuare. 

 

Ha qualche rimpianto per qualcosa che non è riuscito a fare?

Sette anni fa, scendendo dalla Val Colla ed entrando in una situazione nuova, non conoscevo bene tutti. Qualche errore cammin facendo l'ho fatto. Vi sono persone che mi hanno sicuramente aiutato molto, ma avrei potuto avere vicino a me persone che mi aiutassero maggiormente di quanto hanno fatto, specialmente per quanto riguarda l'Ufficio presidenziale e i collaboratori stretti. 

 

Un tema "caldo" di questi giorni è la futura gestione dell'aeroporto di Lugano-Agno, dopo le vicissitudini degli scorsi anni. Attualmente sarebbero tre le cordate rimaste in corsa per ritirare la gestione (quella di Sir Lindsay Owen-Jones-Bonomi, quella Artioli-Marending, e quella "indiana"). Lei ha delle preferenze in merito a questa scelta?

Personalmente non ho i dati per valutare quale cordata sia meglio o peggio. Quello che posso dire è che, da conservatore quale sono, mi piacerebbe che la cordata che gestirà l'aeroporto sia ticinese. 

 

Negli scorsi giorni Ticinotoday ha a più riprese chiesto che il Municipio di Lugano renda pubblico quali cordate hanno rispettato i prerequisiti posti dallo stesso Municipio (e quali eventualmente no), in particolare in merito al deposito dei 10 milioni di franchi e alla provenienza di questi fondi (vedi qui). È d'accordo?

Concordo sul fatto che c'è stata poca trasparenza, ma d’altro canto mi chiedo se si possa fornire questa trasparenza e mantenere il rispetto per tutte le cordate in corsa. Per quanto io possa sapere tutte le cordate sono abbastanza solide e non avrebbero grossi problemi a presentare quanto richiesto dal Municipio nel bando di concorso, ma non ho particolari informazioni, se non quelle emerse sulla stampa, anche su quante e quali cordate siano rimaste in gara. È dunque abbastanza difficile esprimersi. 

Sicuramente però l'aeroporto è uno dei tasselli fondamentali per una Città congressuale ed un punto centrale delle riflessioni su cosa vogliamo fare per la nostra Città.

 

 

franniga