"Appalti pubblici: imperativo fermare chi sgarra!"

"Appalti pubblici: imperativo fermare chi sgarra!"

Marzo 14, 2019 - 11:49
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Pubblichiamo  la seguente interrogazione dei granconsiglieri Giorgio Fonio, Matteo Pronzini e Jaques Ducry.
Premessa
Lo scorso 10 aprile 2017 il Gran Consiglio ha votato la nuova Legge sugli appalti pubblici che al suo interno ha inserito alcune norme importanti allo scopo di fermare sul nascere quelle distorsioni che creano disagi ai lavoratori e generano una malsana concorrenza tra le aziende penalizzando quelle corrette.
A due anni dalla votazione del testo di legge, questo non è ancora entrato in vigore in quanto il relativo regolamento di applicazione è ancora in fase di discussione.
Con la presente interrogazione sottoponiamo all’attenzione del Consiglio di Stato una situazione perversa che speriamo possa servire al Dipartimento del Territorio per correggere sul nascere situazioni irregolari che generano frustrazione anche tra le aziende sane che riconoscono ai propri collaboratori tutto quanto previsto dalle regole contrattuali.
Segnalazione
In un settore coperto da un CCL decretato di obbligatorietà generale, la Commissione Paritetica ha inviato all’attenzione del Dipartimento del Territorio, Ufficio Direzione servizi generali, uno scritto nel quale segnalava che un un’azienda non risultava in regola con l’applicazione del CCL Nazionale. Queste segnalazioni partono quando l’azienda non è in regola con il pagamento dei salari, con il mancato pagamento degli oneri sociali, ecc..
Questa segnalazione è stata fatta in quanto questa azienda stava concorrendo per alcuni importanti appalti pubblici sul nostro territorio.
Con grande stupore, l’Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche ha risposto alla segnalazione della Commissione paritetica indicando che “non è possibile escludere il contravventore in quanto l’art. 45 cpv. 2 lett. D LCPubb considera quale grave violazione le condanne giudiziarie per cattiva condotta dei lavori o per infrazione alle disposizione legislative sulla protezione dei lavoratori o sui contratti collettivi di lavoro nei cinque anni precedenti l’aggiudicazione”. Nello scritto, l’Ufficio di vigilanza si è spinto ancor più oltre specificando che in base ad una sentenza del TRAM “senza una condanna giudiziaria cresciuta in giudicato non vi è motivo di esclusione dalle aggiudicazioni”.
Visto quanto sopra ci permettiamo di chiedere se:

  1. Nell’elaborazione del regolamento della LCPubb sia possibile inserire una clausola che permetta di considerare le segnalazioni e le certificazioni delle commissioni paritetiche composte dai rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori, affinché le aziende inadempienti vengano escluse dagli appalti pubblici.

Con distinti ossequi.