Apple Pay: l'indagine interessa anche alle banche svizzere

Apple Pay: l'indagine interessa anche alle banche svizzere

Giugno 22, 2020 - 19:40

La Commisione europea ha aperto un'inchiesta per il possibile abuso di posizione dominante di Apple. Anche in Svizzera qualcosa si muove. 

Apple Pay, l'app di pagamenti della "Mela", è finita sotto l'occhio della Commissione europea la scorsa settimana per il presunto abuso della sua posizione dominante nei servizi di pagamento, una questione che ha degli sviluppi anche in Svizzera. I servizi di pagamento "cashless", senza contanti, già  diffusi da alcuni anni, hanno subito un'accelerazione durante la pandemia, con l'intenzione di evitare il contatto con banconote e monete.

La scorsa settimana a ben vedere sono due le inchieste aperte dalla Commissione Europea nei confronti di Apple. La prima riguarda le condizioni imposte agli sviluppatori per il suo "negozio" di applicazioni. La seconda, appunto, i pagamenti tramite smartphone. L'app Apple Pay utilizza il sistema NFC (Near Field Communication) per al comunicazione fra il telefono e il terminale di pagamento. Tuttavia Apple non autorizza concorrenti, come Twint, un'altra app per i pagamenti, a far uso di questa tecnologia nei suoi telefoni. Dunque devono "ripiegare" sul Bluetooth. Per questioni di sicurezza, dice Apple, ma appunto potrebbe trattarsi di un abuso di posizione dominante (tanto più che i sistemi Android consentono alle app di pagamento di accedere al NFC). 

Anche in Svizzera vi è un'indagine avviata dalla Commissione della concorrenza (COMCO). Twint in Svizzera chiede l'accesso sui telefoni Apple all'NFC, accesso che in Svizzera ha già  sui telefoni Android. L'app di Twint in Svizzera è supportata dalle principali banche del Paese. Viceversa Apple Pay no, sembrerebbe a causa delle commissioni richieste da Apple, considerate troppo alte. Anche gli istituti finanziari sono dunque interessati a una risoluzione della vicenda a favore di una maggiore concorrenza.