Arnaldo Alberti: "La demolizione illegale del Macello segna il degrado di tutta una società inefficiente e squilibrata"

Arnaldo Alberti: "La demolizione illegale del Macello segna il degrado di tutta una società inefficiente e squilibrata"

Giugno 07, 2021 - 20:50
Posted in:

Riceviamo e pubblichiamo. Opinione di Arnaldo Alberti, scrittore. 

Ho ottantaquattro anni e l’esperienza mi dice che l’entusiasmo manifestato da migliaia di persone a Lugano lo scorso sabato, 5 giugno, in conseguenza  dell’egemonia del pensiero leghista espresso con tracotanza dal settimanale del gruppo politico, l’accettazione incondizionata dell’ideologia liberista dominante, supportata da una destra che lo adotta senza riserve, si scioglierà presto  in chiacchiere parlamentari  inconcludenti invece di sfociare, come auspicato da manifestanti, in una progettualità sincera e determinata. Le implicazioni politiche, le intenzioni e gli sviluppi della situazione caotica nell’ambito della deficiente cultura politica non è un auspicio di un cambiamento concreto in favore dello stato di diritto illuminato dai valori della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza. Un’analisi lucida e razionale di fatti inqualificabili come la demolizione illegale ordinata in modo poco trasparente dall'autorità comunale di Lugano e supportata da quella cantonale, infarcite entrambe da personaggi di dubbia onestà intellettuale, tutti germogliati e cresciuti su un terreno dove l'operare individuale e collettivo è determinato dal compromesso, dal censo e non dalla coscienza e dall'etica elementare, segna il degrado di tutta una società inefficiente e squilibrata. Attendiamo con ansia e preocccupazione le decisioni di una magistratura penale che conosciamo per la sua debolezza e la paura di ritorsioni dal capo del dipartimento in cui è inserita. Un ministro dell’interno che si rende complice, con parte dell'autorità comunale amministrativa di Lugano, quando ordina alla polizia una devastazione vandalica di un centro culturale giovanile non è idoneo a gestire, nel rispetto del diritto vigente, un dipartimento in cui è compresa la giustizia, la polizia e la sorveglianza dei comuni. Il Consiglio di Stato, in conseguenza dei fatti dovrebbe quanto prima sospendere il signor Norman Gobbi dalle sue funzioni e trasferire il suo dipartimento a persone competenti e rispettose della legalità. Ciò è il minimo che i cittadini e le cittadine ticinesi si attendono dal Governo del Cantone.

 

Arnaldo Alberti, scrittore