Arriva la Via della Seta. Per la Svizzera è un'opportunità da cogliere?

Arriva la Via della Seta. Per la Svizzera è un'opportunità da cogliere?

Dicembre 28, 2019 - 18:30
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Un "fiume" di merci sta per arrivare in Europa, con la "Via della Seta" cinese. Passeranno dalla Svizzera, attraverso l'asse del Gottardo? Se Alptransit non sarà completata è improbabile. Un rischio o, tutto sommato, è meglio così?

Alptransit, quo vadis? Rispetto a quanto pianificato negli anni '90 al progetto di Alptransit mancano ancora delle opere centrali, come, per quanto riguarda il Ticino, la circonvallazione degli abitati di Bellinzona e di Lugano, che non sono ancora entrate nella fase di progettazione. Il Ticino si dovrà accontentare, perlomeno per i prossimi decenni, della galleria di base del Ceneri? 
 
Il già consigliere di Stato Pietro Martinelli, da noi intervistato a margine di un dibattito durante la campagna per le elezioni federali (vedi qui), constatava come in un momento in cui il costo del denaro è sotto lo zero (e dunque l’ideale per fare investimenti) il completamento di Alptransit non è fra le priorità della politica nazionale. Il rischio che intravvedeva Martinelli è quello di un Ticino e una Svizzera che vengono "tagliati fuori" dall'Europa, incapaci di accogliere il "fiume" di merci che si presume arriverà dalla Cina, con il progetto della "Via della Seta", e dunque perdendo la loro centralità quale fulcro dei trasporti su scala europea (che ha sicuramente contribuito allo sviluppo economico del nostro Cantone). 
 
Un timore che anche Benedetto Antonini, presidente della Stan, già capo della divisione Pianificazione territoriale del Dipartimento del territorio, intravvede. A margine della conferenza di presentazione delle modifiche proposte dall'Ata (Associazione traffico e ambiente) per il progetto di tram-treno del Luganese (vedi qui), ci ha dichiarato che "l'impressione è che al momento ci si accontenti dei risultati raggiunti, con l'inaugurazione quest'anno della galleria di base del Monte Ceneri, che è sicuramente un grande progresso per il nostro Cantone". 
Tuttavia Antonini ritiene che "per il prolungamento di Alptransit bisogna avere molta più forza dal profilo politico. Già la galleria del Ceneri non era prevista nel modo in cui è stata realizzata, ma ci siamo battuti con energia". Il completamento di Alptransit è necessario, dice Antonini, perché "sta arrivando la via della Seta dei cinesi, che hanno già comperato dei porti italiani. Tutta questa merce non è destinata all'Italia, ma al resto dell'Europa. E in gran parte dovrà passare dal Gottardo: dunque la linea sarà satura in pochissimo tempo". "Non si tratta di chiedere favori a Berna", prosegue Antonini. "Alptransit non è stata pensata per i ‘begli occhi’ dei ticinesi. La Confederazione l’ha pensata per un interesse nazionale. Chiediamo semplicemente di non diventare vittima di questo progetto. Va completato, altrimenti il sistema non funzionerà più".
 
Più in linea con quanto fatto dalla Confederazione è invece il presidente dell'Ata e consigliere nazionale Ps Bruno Storni, che osserva come "secondo i piani fino al 2040 in Ticino vi è capacità sufficiente". Ed è questo il motivo per cui il completamento di Alptransit è uscito dalle priorità della Confederazione. Inoltre "in Ticino si è già investito molto", prosegue Storni, "con la galleria del Ceneri, mentre si è rimasti indietro sull'asse est-ovest della Svizzera. Addirittura il Lötschberg non è completo, attualmente ha due binari solo per un terzo del tunnel".  
 
Ma fino a quando sarà sufficiente l'attuale capacità ferroviaria? "Fino a quando decidiamo noi", secondo Storni. "Dobbiamo essere noi a decidere se far passare tutte le merci provenienti dalla Cina". Un conto è essere uno snodo ferroviario centrale, ma, ci dice Storni, "non dobbiamo diventare il canale di transito d tutti i container cinesi verso l'Europa".